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Via Veneto una strada in attesa di nuovi ciack

Per rilancio strada anche commedie e fiction

09 maggio, 15:22
Via Veneto ci riprova e rilancia la celebre strada romanaSPECIALE Via Veneto ci riprova e rilancia la celebre strada romanaSPECIALE

Per il rilancio della strada, anche commedie e fiction. Ma prima occorre riqualificare. Tra i progetti in cantiere per il rilancio di Via Veneto c’è anche quello della fiction televisiva. “Da 15 anni stiamo tentando di produrre una commedia brillante ambientata in questa strada”, racconta Roberto Leoni, regista e autore cinematografico, “ma per otto volte non ci siamo ma riusciti. Problemi burocratici, intoppi e non ultima un’antica leggenda del cinema, che vuole che dopo Federico Fellini qui non si possa fare più nulla. Io ho già scritto 6 episodi per una miniserie tv ma ancora una volta non riesco a portare in porto il progetto. La realtà è che nessun produttore vuole realizzare una storia ambientata in questa location, considerata un po’ fané in Italia ma che all’estero avrebbe una grandissima popolarità. Ecco perché questa nuova Associazione è la benvenuta”. Come fare quindi per convincere anche i producer, oltre che i romani, a rimettere piede in Via Veneto? L’impresa passa anche per una serie di interventi di “bonifica” urbana. A detta dei residenti infatti la strada, con un traffico veicolare a 4 corsie, è una vera camera a gas e camminarci è impossibile. Per tacere della scarsa illuminazione serale, che con la chiusura delle vetrine diventa assolutamente insufficiente. Ma non basta. “Esistono palazzi con condizionatori vecchi di quarant’anni che producono un rumore impossibile”, spiega Teresa Valerio, residente della zona e presidente di Roma GlocalNet, programma di riqualificazione della città, dichiaratasi disponibile a collaborare con la nuova associazione. “E che dire dei cortili malsani, dove salgono i fumi delle cucine dei ristoranti non messi a norma? Le leggi in proposito già ci sono, basterebbe farle rispettare”. Insomma, una via tutta da ripensare, per attirare turisti, manifestazioni e produzioni tv, anche internazionali. Eppure se c’è una città internazionale in tutto il paese, questa è proprio Roma. “Nella Capitale, tra ambasciate, consolati, ONG, istituzioni internazionali e università (ben 7, di cui una giapponese) vivono circa 70.000 stranieri”, spiega Giorgio Bartolomucci, segretario generale del Festival della Diplomazia, in programma il prossimo ottobre proprio in alcune strutture di Via Veneto. “Possibile che centri più piccoli come Ginevra o Torino si fregino del titolo internazional e Roma no? Tutte queste realtà purtroppo rimangono slegate tra loro e sono mal sopportate dai cittadini (che guardano solo ai limiti provocati dai parcheggi o dal traffico). Quello che serve è una governante cittadina, che non solo le valorizzi ma metta anche in evidenza il loro potenziale di business, decisamente molto alto. Non scordiamoci che una delle più prestigiose ambasciate a Roma, quella USA, si trova proprio in Via Veneto”. Riuscirà l’Associazione a proporsi come governance, in collaborazione con il Comune? Pietro Lepore, vicepresidente del nuovo organismo e titolare dell’Harry’s Bar è fiducioso. “Noi siamo stati promotori di tutte le varie associazioni che si sono succedute negli anni. Questa è la quarta (nel 1990 una era addirittura divisa tra Via Veneto Nord e Via Vento sud!) ma si differenzia dalle altre per i contenuti e per i problemi che intende affrontare, superando gli individualismi tra i vari imprenditori, elemento questo che ha affondato le precedenti esperienze. Uno dei primi nodi da risolvere? Indubbiamente il traffico”. In attesa che riflettori e telecamere si riaccendano sulla storica strada, a illuminare la via fino a tarda serata rimane un solo un locale. Per l’appunto, l’Harry’s Bar

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