Alta Murgia e cinema, un binomio vincente
Tra gli eventi del Festival, la proiezione del primo documentario dedicato al parco nazionale
07 maggio, 12:44Nel corso del Festival della Ruralità, a Gravina di Puglia verrà proiettato “Alta Murgia… una terra strana”, primo documentario naturalistico dedicato all’area protetta pugliese, firmato dal regista Eugenio Manghi. Un itinerario incredibile, seguendo il corso delle stagioni, attraverso i paesaggi sconfinati di questo lembo di terra inaspettata, a soli 30 chilometri di distanza dal capoluogo barese. Ma il connubio Murgia - cinema non è nuovo e vanta origini lontane.
Tutto cominciò con “Idillio Infranto”, muto di Nello Mauri girato nel 1931 tra Cassano Murge, Acquaviva delle Fonti e Bari. Questo film “folkloristico” (come recitava la locandina dell’epoca) dimenticato per 70 anni in una cassapanca, restaurato e riproposto al pubblico nel 2005, segna infatti l’esordio della Murgia davanti alla cinepresa. Da allora è stato un susseguirsi di ciak. Passando per “I basilischi” di Lina Wertmuller del 1963, ambientato a Minervino Murge, e alcuni set de “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini e di “Cristo si è fermato a Eboli” di Francesco Rosi. Fino ad arrivare al pluripremiato “Focaccia blues” di Nico Cirasola del 2009, girato ad Altamura e dedicato alla vicenda della chiusura del MacDonald’s locale per via della concorrenza schiacciante di una vicina focacceria, e a “L’uomo Nero” di Sergio Rubini, un vero figlio di questa terra (è nato infatti a Grumo Appula).
Tra gli ultimissimi, “Appartamento ad Atene”, opera prima del 2012 di Ruggero Dipaola, vincitore di numerosi premi: ambientazioni greche sono state riprodotte proprio nel parco dell’Alta Murgia. A detta di critici e addetti ai lavori, la Murgia è infatti particolarmente versatile: scarsamente inurbata, priva di vegetazione rigogliosa e dalla luce diretta, riesce a dare un’idea antica di sud, ancestrale, lontana da ogni tipo di caratterizzazioni. Numerose anche le fiction tv girate in zona: da segnalare le recenti “Paolo VI” e “Pane e libertà” con Pierfrancesco Favino, dedicata quest’ultima alla vita del sindacalista pugliese Giuseppe Di Vittorio e girata quasi interamente a Gravina di Puglia.Una tale vocazione non poteva non dar vita ad un festival ad hoc: si sono svolte infatti a Gravina ben sei edizioni della rassegna di corti e documentari Murgia Film Festival, vera palestra per cinefili e video maker, sospesa dallo scorso anno per mancanza di fondi.









