L'Italia dell'Unesco che non tutti conoscono
Viaggio inedito tra Emilia Romagna Lombardia e Veneto
06 maggio, 13:32
Non tutti sanno che degli oltre 40 siti Unesco che l’Italia può vantare come patrimonio mondiale, un’altissima quantità si concentra fra le province di Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Bologna, Mantova, Rovigo e Delta del Po, in quella zona proprio per questo motivo ribattezzata Quadrilatero dell’Unesco. Un vero e proprio scrigno di tesori architettonici, culturali e naturali riconosciuti a livello mondiale come Patrimoni dell’Umanità, che disegnano un percorso inedito in una parte di Italia meno nota ma piena di fascino, in grado di riservare al viaggiatore un’esperienza che unisce arte e natura, cultura e sapori di un tempo, nella calda accoglienza di un popolo sempre pronto a regalare un sorriso.
Le due località lombarde Mantova e Sabbioneta sono due ottimi punti di partenza per un viaggio da intenditori. Entrambe Città dell'Unesco, offrono una testimonianza eccezionale delle realizzazioni urbane, architettoniche e artistiche del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante dei Gonzaga. A misura di pedone e di ciclista, Mantova offre numerosi percorsi ciclabili primo fra tutti quello che costeggia la sponda inferiore dei laghi e che unisce Borgo Angeli a Porto Catena collegandosi, all'altezza del Ponte dei Mulini, all’altra pista che giunge sino al lago di Garda. Città antichissima, che affonda le sue origini nell’età etrusca, Mantova raggiunse il suo splendore in età comunale - grazie al ritrovamento nel IX secolo della reliquia del sangue di Cristo ancora conservata nella basilica di S. Andrea - e soprattutto durante la lunga dominazione della signoria dei Gonzaga (1328-1707). Le bellezze architettoniche che si possono ammirare sono dietro ogni angolo: dal Palazzo Bonacolsi al Palazzo del Podestà, dal Palazzo della Ragione alle chiese di San Lorenzo (la “Rotonda”) e del Gradaro, passando per il Castello di San Giorgio, la Domus Nova (di Luca Fancelli) e la basilica palatina di Santa Barbara (di G. B. Bertani).
Due i grandi simboli della signoria gonzaghesca: il Palazzo Te, realizzato sia nella parte architettonica che in quella pittorica da Giulio Romano tra il 1525 e il 1535 e il Palazzo Ducale, una delle più estese ed elaborate regge d’Italia che racchiude in sé circa 500 tra sale e stanze con numerose piazze, cortili e giardini interni. Ricchissimo è il patrimonio di capolavori pittorici, come la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, le Stanze del Pisanello, l’Appartamento di Troia di Giulio Romano, nonché i prestigiosi Arazzi realizzati su cartoni di Raffaello. Altre architetture di pregio sono la Casa del Mantegna con il caratteristico cortile circolare e il Palazzo di San Sebastiano, recentemente restaurato e sede del nuovo Museo della città. Non mancano le costruzioni sacre, come le chiese di Sant’Andrea e di San Sebastiano, realizzate nella seconda metà del XV secolo da Leon battista Alberti, oltre al Duomo (il cui interno è opera di Giulio Romano). Il fervore artistico settecentesco della città è testimoniato anche dalle opere risalenti all’epoca dell’imperatrice Maria Teresa, come il Palazzo Vescovile, il Palazzo d'Arco e soprattutto il Teatro Scientifico del Bibiena.
Fra le opere d'arte contemporanea merita una citazione la Cartiera Burgo (P. L. Nervi) che si staglia sulle rive del Lago di Mezzo di fronte alla città. In questa cornice di palazzi, vie e piazze, ogni anno a settembre si svolge il Festivaletteratura, appuntamento culturale ormai consolidato che anima la città e che attira narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti e delle giovani generazioni di autori e ancora saggisti, musicisti, artisti e scienziati, secondo un’accezione ampia e curiosa della letteratura che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali. Una manifestazione all'insegna del divertimento culturale: cinque giorni di incontri con autori, reading, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo. Quest’anno l’appuntamento con Festivaletteratura sarà dal 4 all'8 settembre 2013
Una ciclabile di quarantasette chilometri collega Mantova ad un’altra perla del Rinascimento: Sabbioneta. Attraversando le zone umide del Parco Oglio Sud si scoprono ambienti naturali altrimenti inesplorabili e i tesori di architettura e ingegneria idraulica custoditi dai centri della provincia mantovana. Il percorso si snoda su strade ciclabili o a basso traffico veicolare, di cui solo 6 Km a fondo sterrato, in parte percorrendo l’antica strada militare romana Vitelliana e il sistema degli arginelli gonzagheschi che circondano Sabbioneta. Ereditata nel 1544 dal giovane marchese Vespasiano Gonzaga Colonna, Sabbioneta, piccolo insediamento abitato già dall’età del bronzo, si trasformò in poco più di trent’anni da borgo medievale a piazzaforte all’avanguardia e raffinato centro culturale e architettonico rinascimentale, diventando Ducato nel 1577.
Sabbioneta rappresenta la fedele applicazione delle teorie rinascimentali relative alla “città ideale”, dotata di un rigoroso impianto urbanistico, di un massiccio sistema di elementi architettonici innovativi e di fortificazioni, che conferiscono alla città l’insolita forma di stella a sei punte. La cinta muraria e i maggiori edifici sono quasi del tutto intatti: il Palazzo Ducale, nato come sede di rappresentanza e primo tassello dell’ambizioso programma architettonico di Vespasiano; la Chiesa di Santa Maria Assunta, eretta a partire dal 1578 e ritoccata fino al 1926, dalla sobria facciata di marmi bicolori; il Palazzo del Giardino, residenza signorile realizzata a partire dal 1577 con sale decorate dalla scuola di Giulio Romano; la Galleria degli Antichi, a tutti gli effetti un’ala decentrata del Palazzo Giardino della lunghezza di 96 metri, destinata nelle intenzioni di Vespasiano ad accogliere la sua collezione di trofei e marmi antichi; il Teatro all’Antica, primo teatro italiano concepito ex novo, senza inserirsi cioè all’interno di un edificio preesistente, edificato tra il 1588 e il 1590 da Vincenzo Scamozzi. Altrettanto degni di rilievo, la Chiesa dell'Incoronata costruita tra il 1586 e il 1588, che custodisce il mausoleo di Vespasiano Gonzaga e la Sinagoga che testimonia la forte presenza della comunità ebraica sul territorio. Entrando in Emilia Romagna e proseguendo verso Ferrara si va incontro ad un altro quadro del Rinascimento italiano.
Dichiarata dall’UNESCO patrimonio mondiale dell'umanità nel 1995 come “Città del Rinascimento”, ha ricevuto un secondo riconoscimento nel 1999 per il Delta del Po e per le Delizie Estensi, grazie alla ricchezza del paesaggio, ai monumenti e ai luoghi di interesse. Proprio nel centro della città si erge uno degli ultimi castelli europei circondati da fossati, il Castello Estense: struttura tipica medioevale e fastosità rinascimentale, il Castello è uno dei pochissimi in Italia a conservare ancora il fossato con l'acqua. Chi visita Ferrara rimarrà incantato dallo sfarzo delle cosiddette Delizie Estensi ossia i palazzi estensi, tutti in centro e vicini fra loro, come il Palazzo dei Diamanti (del 1400), uno degli edifici più belli d’Europa che prende il nome dai 12.000 blocchetti di marmo sfaccettati a forma di diamante con i quali è stato realizzato il rivestimento esterno, o il Palazzo Schifanoia, dove la corte allontanava la noia fra feste e balli, che ha appena riaperto al pubblico il Salone dei Mesi e la Sala delle Virtù dopo i lavori di restauro ancora in corso (la riapertura definitiva e completa è prevista nel 2014 con un museo completamente rinnovato, fruibile e accessibile). Ma l’intera provincia del Ferrarese è ricca di queste meraviglie fatte erigere dalla famiglia degli Este fra la fine del ‘300 e la metà del ‘500: ville, casini da caccia e ritiri estivi, le Delizie Estensi sono uno spettacolo architettonico da non perdere! Per chi ama seguire percorsi poco battuti, le stradine medioevali della città sono l’ideale: dalla celeberrima via delle Volte, con i suoi due chilometri di arcate e ciottoli, si diramano romantiche e silenziose stradine come via Crocebianca, via Centoversuri, via Sacca, via Colomba. Quest’ultima porta a una piazzetta sconosciuta ai più, piazza San Nicolò, dove si trova una chiesa sconsacrata con un bizzarro ed enorme abside di Biagio Rossetti.
Da non perdere il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, tra le eccellenze dei musei archeologici italiani con capolavori della pittura vascolare attica, bronzi etruschi e oggetti preziosi provenienti da tutto il mediterraneo. Dai patrimoni architettonici a quelli naturali: il Parco Regionale del Delta del Po, collocato tra Emilia Romagna e Veneto, comprende 9 comuni della provincia di Rovigo, ed è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO proprio per il suo interesse naturalistico, oltre che storico. Nell'area del Delta, natura, storia, tradizione, cultura ed arte si intrecciano offrendo al visitatore un paesaggio inedito e sorprendente che varia dalla campagna alle dune fossili, dagli argini alle golene, dalle valli da pesca alle lagune e agli scanni. La presenza di oltre 300 specie diverse di uccelli rende il delta del Po la più importante zona ornitologica italiana ed una fra le più conosciute zone d'Europa per gli osservatori di uccelli. Altro Patrimonio dell'Umanità dichiarato dall'UNESCO tra il 1994 e il 1996 sono le Ville palladiane, che caratterizzano la provincia di Rovigo, edificate intorno alla metà del Cinquecento dall'architetto Andrea Palladio per le famiglie più importanti del luogo e capaci di offrire al visitatore romantico, ma anche al turista vorace di arte e cultura e al viaggiatore curioso, inedite emozioni, immaginando un passato in crinolina, tra feste nei giardini e viaggi in carrozza, tra dure battaglie e scontri di potere. La stessa città di Rovigo offre architetture di notevole interesse che portano il timbro dei vicini veneziani ma anche una caratteristica influenza ferrarese: dall'ottagonale chiesa della Beata Vergine del Soccorso (del 1594) detta la Rotonda (che ospita opere di artisti come Maffei, Abriani, il Padovino, Celesti) ai palazzi rinascimentali, tra cui il Palazzo Roncale, realizzato nel 1555 dalla famiglia bergamasca dei Roncale, il Palazzo Angeli (1780), in stile neoclassico e realizzato dall'architetto Francesco Schiavi e il Palazzo Ravenna (XVI secolo) un piccolo gioiellino architettonico della piazza Garibaldi.
Il Palazzo Venezze è considerato uno dei più importanti della città, realizzato nel 1715 dall'architetto Agostino Ghiotti ed ospita oggi l'Accademia della Musica di Rovigo. Un itinerario alla scoperta dei patrimoni dell’umanità non può prescindere da una visita di Bologna dichiarata nel 2006 dall’UNESCO “Città creativa della musica”, grazie alla sua ricca tradizione musicale, in continua evoluzione e al suo impegno nella promozione della musica come strumento per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Se si vuole cogliere l'essenza di Bologna, si deve iniziare da Piazza Maggiore con due meraviglie architettoniche: San Petronio, una delle più grandi chiese cattoliche del mondo, con la meridiana del Cassini (1665) per spiare i raggi del sole che si presentano all'appuntamento sul marmo rosa del pavimento; Palazzo d' Accursio, che si presenta quasi come una cittadella fortificata, con torri e mura merlate e che offre ai passanti la benedizione della statua di Gregorio XIII. Ma il modo migliore di scoprire la città è passeggiare. Città dei portici per eccellenza, Bologna ne regala al viaggiatore in quasi tutte le vie: nel solo centro storico ce ne sono per oltre 38 km. Il viaggiatore che ama vivere da “locale”, può salire la domenica lungo il Portico di San Luca, come fanno d’abitudine i bolognesi più dinamici e salutisti: una gradinata con portico lunga 3,5 Km, conduce attraverso le sue 666 arcate fino al colle dove sorge il Santuario della Madonna di San Luca, dal quale si gode di splendidi scorci della collina bolognese. Per godere di una delle viste più belle sul centro storico di Bologna basta salire sulla Torre Prendiparte, una delle 20 torri gentilizie ancora esistenti nel centro storico, per le quali Bologna è nota nel mondo. La Torre, ex carcere della curia, ospita oggi anche un romantico e suggestivo Bed&Brekfast. Veri e propri simboli della città sono poi le “due torri”, Torre degli Asinelli, la più alta d’Italia con i suoi 97.20 mt e la Torre Garisenda. Agli amanti dell’arte Bologna offre 44 musei e gallerie dove sono esposte prestigiose opere.
Due esempi per tutti: la Pinacoteca Nazionale, con la sua sfilata di "star" (Giotto, Raffaello, Parmigianino, Carracci, Guido Reni) e il Genus Bononiae, un percorso che riunisce, nel cuore della città, 8 fastosi palazzi bolognesi ora diventati musei di arte e cultura contemporanea (da Palazzo Pepoli, che ospita il Museo della Storia di Bologna, all’antico convento San Michele in Bosco, con grande belvedere affacciato sulla città, che è un modello di architettura rinascimentale ricco di opere d'arte). Ma Bologna è anche la città dei canali sotterranei, dell’antichissima Università e delle numerose osterie dove degustare la cucina tipica e i suoi vini. Un passaggio a Modena permette, nel giro di pochi metri, di ammirare altre tre bellezze uniche, proclamate nel 1997 Patrimonio Mondiale dell’Umanità: Piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina, Torre Civica, uno dei simboli che caratterizzano la città, così soprannominata per via della sue balaustre in marmo, belle e leggiadre come tante ghirlande che si attorcigliano intorno alla guglia. Nelle province del Quadrilatero dell’Unesco c’è sempre qualcosa di speciale da scoprire: ogni scorcio ed ogni angolo regalano un’esperienza di viaggio unica , che unisce creatività e ingegno umano con paesaggi irripetibili protetti da un’umanità generosa e amante della vita. E’ praticamente impossibile annoiarsi. Sono troppi gli stimoli di questa terra, della sua gente, della sua storia come del suo presente Link utili: www.turismo.mantova.it www.deltapocard.it www.facebook.com/RediscoverItaly









