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In Trentino, le 'emozioni' guidano i giovani

Accademia, fattori incentivanti e frenanti su cui lavorare

02 maggio, 17:18
La Valle di Ledro, Trentino Alto Adige La Valle di Ledro, Trentino Alto Adige

Mostrare alle donne il benefici fisici e mentali, rassicurarle sul fatto che ci siano tutti i confort e potenziare le possibilita' di collegamento: sono tra gli interventi che potrebbero essere utili a incentivare la frequentazione della montagna da parte della popolazione trentina giovane, tra i 15 e i 30 anni. Emerge da una ricerca condotta per l'Accademia della montagna del Trentino e presentata oggi in Provincia. ''Vogliamo lavorare coi giovani, far conoscere la montagna ai giovani e portarli in montagna. Per questo abbiamo deciso d'indagare il mondo giovanile, partendo dall'ipotesi che ci sia qualcosa che li frena in parte a frequentarla''. Cosi' la direttrice dell'Accademia, Iva Berasi, ha presentato il progetto, portato avanti dall'Istituto regionale di studi e ricerca sociale, col supporto dell'Universita'. Sono emerse sei 'emozioni' guida, sei fattori determinanti nella scelta di andare o meno in montagna da parte dei giovani. Alcuni incentivanti, altri frenanti. Sono i benefici psicofisici, il sentirsi 'di citta'', la mancanza di comfort e di collegamento alla rete, la tradizione familiare nel frequentare la montagna, il fatto che sia un qualcosa di riservato a pochi, il bisogno di programmazione. ''Capire che cosa fare per avvicinare i giovani alla montagna - ha aggiunto il presidente dell'Accademia, Egidio Bonapace - serve a mantenere i valori tipici di queste terre, perche' la montagna e' una parte dell'identita', che si rischia di perdere, se i giovani non frequentano piu' la montagna''. Si tratta di lavorare culturalmente - ha proseguito Annibale Salsa, antropologo e presidente del Comitato scientifico dell'Accademia''. (ANSA).

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