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La Bolivia vista dal camper

America Latina lontana dal turismo di massa, in meditazione fra foreste di cactus e paesaggi lunari

30 aprile, 20:25
Bolivia, il Gran Salar de Uyuni Bolivia, il Gran Salar de Uyuni

America Latina lontana dal turismo di massa, in meditazione fra foreste di cactus e paesaggi desueti, a tratti lunari. La Bolivia fa al caso di chi cerca un'esperienza diversa del Sudamerica, coniugando autenticità e bellezza della natura senza lasciarsi trasportare dal caos nei circuiti turistici tradizionali, comunque affascinanti ma affollati. Meglio ancora se l'esperienza proposta prevede mezzi di trasporto e di soggiorno originali, anche camper.

Un viaggio che abbia inizio a La Paz, che ospita l'omonimo aeroporto (si arriva dall'Italia con almeno due scali), non preclude l'esplorazione di aree naturali incontaminate nei dintorni. La capitale merita di essere conosciuta attraverso gli abiti variopinti delle donne, le zone coloniali, i mercati in cui scovare perfino amuleti e pozioni 'magiche'. Un'atmosfera inedita, quasi un'altra dimensione, così preservata anche grazie alla barriera naturale delle montagne che circondano la conca in cui sorge La Paz.

Il Lago Titicaca e la salina del Salar de Uyuni possono essere due tappe successive. Il primo, a Ovest al confine col Perù, è il bacino lacustre navigabile posto più in alto nel mondo, a più di 3.800 metri, oltre ad essere il lago più grande dell'America Latina. La temperatura dell'acqua non invita propriamente a un tuffo visto che oscilla fra i 10 e i 12 gradi centigradi. È anche conosciuto come lago sacro degli Inca. Indigeni Aymara e Quechua sono la popolazione che lo abita mantenendo vive tradizioni e abitudini che si perdono nell'antichità. Nel lago si trovano ben 36 isole: nelle acque boliviane le maggiori sono quelle del Sole e della Luna, entrambi raggiungibili con escursioni ad hoc. Gli Inca le consideravano i luoghi della creazione dell'uomo. Sulle rive del lago si trova la città di Copacabana che vanta una cattedrale in stile moresco e ospita ogni anno a febbraio la Fiesta de la Virgen de Candelaria.

Più a Sud, tra foreste di cactus e orizzonti quasi lunari si estende la distesa di sale del Gran Salar de Uyuni, paradiso bianco e bizzarro nell'Altipiano boliviano. È un altro lago, ma di sale, il più grande al mondo di questo tipo con 12mila chilometri quadrati di superficie. Ammirarlo significa lasciarsi incantare da meraviglie poco note della natura, in ogni momento della giornata. Con le luci dell'alba o di notte. Ci sono anche operatori, come Patagonia World, che percorrono queste rotte e consentono di pernottare per qualche giorno nel bel mezzo del Salar de Uyuni a bordo di caravan, camper dotati di tutti i comfort per godersi un'esperienza esclusiva. Si stima che il Salar de Uyuni contenga 10 miliardi di tonnellate di sale di cui almeno di 25mila vengono estratte ogni anno. Il sito è anche un'incredibile risorsa di minerali e non solo: rappresenta un terzo delle riserve di litio del pianeta e contiene importanti quantità di potassio, boro e magnesio. Dall'enorme deserto salato emerge una piccola isola, la Isla del Pescado, così chiamata perché ricorda la forma di un pesce, che ospita la Echinopsis, varietà di cactus gigante che ha fatto di questo luogo "inospitale" il suo habitat naturale.

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