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In Sicilia sulle orme dei Fenici

Itinerari di primavera fra archeologia e natura, da Erice a Favignana

25 marzo, 11:12
Mozia, nello Stagnone di Marsala (Foto: Archivio Fondazione Whitaker) Mozia, nello Stagnone di Marsala (Foto: Archivio Fondazione Whitaker)

Marsala, Palermo ma anche Selinunte, Pantelleria, Erice, Favignana, le Egadi, Castellammare del Golfo e Cefalù. Splendide destinazioni turistiche siciliane, queste località hanno anche un altro comune denominatore: quello di essere state fra i maggiori centri fenici sull'isola, snodi che assicuravano i legami dell'antico popolo di navigatori con gli abitanti locali, dai 'sicilioti' ai greci. Con la primavera sono tanti gli itinerari, a piedi o in bici, spunto per una vacanza in Sicilia sulle orme dei Fenici, tra archeologia e natura.

A promuovere la scoperta del territorio in chiave archeologica è il progetto "Rotta dei Fenici", a cura della confederazione omonima, che opera in 19 Paesi del Mediterraneo con oltre dieci percorsi tematici. Fra questi, riconosciuti dal Consiglio europeo, gli itinerari sulle grandi direttrici nautiche utilizzate dai Fenici dal XII secolo a.C. come vie di comunicazione nel Mediterraneo. La Sicilia è uno dei fulcri di queste direttrici, pre-colonizzata fra l'XI e il IX sec. a.C. per la creazione di punti di appoggio e di scambio e poi meta di sedi stabili dei Fenici dall'VIII sec. a.C. per lo più nella parte occidentale dell'isola. Colonie prima concepite come empori commerciali e poi dalla seconda metà del VI sec. a.C. trasformate in città fortificate come difesa dai Greci (mappa).

Mozia, sull'isolotto di San Pantaleo che si trova nello Stagnone di Marsala, è uno degli abitati fenici meglio conservati: aveva un collegamento alla terraferma con una strada che congiungeva l'isola con Birgi, una spessa cinta muraria con torri, un porto naturale e un bacino di carenaggio artificiale, impianti per la fabbricazione di laterizi, vasi e per la concia e tintura delle pelli, edifici templari e aree di culto. La maggior parte dei reperti del sito è conservata al Museo nazionale di Palermo e in quello locale. Castellammare del Golfo è per gli studiosi l'Emporium segestanum ricordato da autori come Cicerone e Polibio. Tracce fenicie si trovano anche a Castelvetrano, Santa Flavia sul monte Catalfano, Erice, Pantelleria. Quest'ultima isola, all'incrocio delle rotte fra Africa e Sicilia, fu scelta dai Fenici per insediarvi uno scalo stabile. Al contrario le isole Egadi, Favignana in particolare, vennero utilizzate come punti d'appoggio saltuari per le rotte commerciali o per motivi difensivi. Assieme a Mozia e Solunto, Palermo è pure annoverata da Tucidide fra le più antiche colonie fenicie in Sicilia.

Gli itinerari che consentono di scoprire queste e altre destinazioni sono molteplici, rigorosamente con sessioni di trekking oppure approfittando di percorsi ciclabili, nel rispetto della natura. Tra gli "archeotrekking" proposti dalla Rotta dei Fenici c'è ad esempio quello della "Grande farfalla" a Favignana, oltre 15 chilometri lungo il periplo orientale dell'isola per scoprirne mare e cave di tufo. Tra le tappe Cala San Nicola, antico porto fenicio, Cala Rossa, baia teatro della battaglia delle Egadi fra Cartaginesi e Romani, il Forte normanno di Santa Caterina. Si visita a piedi anche Erice, lungo le mura ciclopiche elimo-puniche, mentre all'antica colonia di Mozia si arriva in battello dalla laguna dello Stagnone di Marsala.

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