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Siracusa a Tavola

08 agosto, 12:55
CANNOLI SICILIANI [ARCHIVE MATERIAL 20080401 ] CANNOLI SICILIANI [ARCHIVE MATERIAL 20080401 ]

Raccontare le tradizioni culinarie della città è un'impresa, vista la varietà e l'antichissima tradizione. Il pesce, che regna ovviamente sovrano, è la base di molti piatti tipici, dalla zuppa di mare ("la ghiotta") ai tranci alla "matalotta". Molto noti poi i "Cavati alla siracusana" (pasta fresca con sugo di maiale), la pasta fritta, gli spaghetti con acciughe e mollica, il coniglio "alla stemperata", con capperi, olive bianche, pomodori e sedano, e la salsiccia lavorata col finocchietto. Chi soggiorna a Siracusa non potrà più fare a meno della "Mpanata", una sorta di pizza chiusa con dentro vari ripieni assortiti (patate, ricotta, spinaci, pomodoro, salsiccia, etc), e del "pizzolo", grosso raviolo fritto con acciughe e tuma. E poi, naturalmente, le "crespelle" (dolce novembrino con riso e miele) e le "zeppole", con acciughe, nutella o ricotta. Arcinoti anche la cassata siracusana (diversa da quella palermitana che, a differenza della tradizione aretusea, al posto del pan di spagna ha la glassa) e gli "Occhi di Santa Lucia", pasta di mandorla con al centro una ciliegina o un pezzo di marmellata cotogna. I piatti invernali poi sono tantissimi, primo tra tutti il "Cassatedde i Pasqua", una specie di focaccia con cannella, ricotta e tuorlo, appunto dolce pasquale, come anche il "Panareddu cu l'ovu", canestrino di pastafrolla con dentro un uovo sodo. A Natale invece si mangia la "Giuggiulena", torrone al sesamo, e a novembre le "Ossa dei Morti", lunghi biscotti. Superba a questo punto una visita al mercato principale di Siracusa, in Ortigia (in via Emanuele De Benedictis e dintorni), al mercatino di via Giarre (nel moderno quartiere di Santa Panagia), e alla fiera del mercoledi di piazza Marcello Sgarlata (rione Bosco Minniti).

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