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Nuova vita per il Museo campano di Capua

In primavera la riapertura

15 febbraio, 20:15
Caserta: Testa di Zeus Caserta: Testa di Zeus

Nuova vita e nuovo splendore. La primavera portera' un Museo campano di Capua dalla luce ritrovata. Il gioiello della Provincia di Caserta rivive grazie ai lavori di riorganizzazione guidati dal direttore del museo Maria Luisa Nava e riapre i battenti delle sue 32 sale espositive. Archeologica, medievale e moderna e pinacoteca sono le sezioni ospitate nello storico palazzo Antignano e nell'attiguo ex convento della Santissima Concezione. Si comincia con i tesori di epoca preromana e sono tante e ricche le collezioni di vasi e terrecotte.

Ma il vero cuore di questa sezione sono le cosiddette Madri, commuovente testimonianza della scultura preromana, tra le piu' rare che i musei italiani conservino. Grandi statue in tufo di figure femminili con bambini rinvenute nell'area del santuario di fondo Patturelli a Curti, vicino Santa Maria Capua Vetere. Di eta' romana sono, invece, le numerose epigrafi di carattere funerario e commemorativo distribuite nei cortili. Nella sezione medievale e moderna spiccano le sculture che decoravano la famosa Porta di Capua fatta erigere dall'imperatore Federico II sul Volturno mentre la pinacoteca conserva opere datate tra il XIII e il XVIII secolo provenienti da chiese e conventi capuani. Sempre nella pinacoteca sono custoditi 36 lavori del pittore settecentesco Francesco Liani di cui 16 ritratti della famiglia reale di Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia e 20 tele a tema religioso. Infine la biblioteca con oltre 50.000 testi e documenti di altissimo pregio tra pergamene, manoscritti, carte geografiche e prime edizioni a stampa.

Un museo dal destino difficile quello di Capua, colpito anche dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il grosso dei tesori custoditi pero' si salvo', in maniera rocambolesca e grazie al gesto eroico dell'allora direttore del museo, Luigi Garofano Venosta, che coraggiosamente interro' tutto nel giardino per scongiurare danni e saccheggi. Dopo la guerra, un primo lungo restauro seguito da Alfonso De Franciscis, Mario Napoli e Raffaello Causa. Di recente, sotto la guida della direttrice Nava, altri lavori di adeguamento funzionale all'edificio, la ricollocazione delle 'Madri' e la revisione delle restanti raccolte archeologiche e della pinacoteca. In attesa che con la primavera i fasti dell'antica e moderna Terra di lavoro tornino a splendere per tutti.

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