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Il Marsala alleato imprevisto di Garibaldi

La flotta del famoso vino agì da insperato scudo allo sbarco

18 febbraio, 15:34
Lo sbarco dei Mille, aneddoti e storia; anche il vino Marsala aiuto' i mille con la flotta dei vini che fece da scudo agli eoi Lo sbarco dei Mille, aneddoti e storia; anche il vino Marsala aiuto' i mille con la flotta dei vini che fece da scudo agli eoi

Senza il marsala L'Unita' d'Italia non si sarebbe fatta. O quanto meno lo sbarco di Garibaldi in Sicilia non sarebbe stato così facile. Tutto sarebbe finito probabilmente con una carneficina. Nella migliore delle ipotesi fra i Mille ci sarebbero state numerose vittime. Invece l'11 maggio 1860 i colpi dei borbonici non fecero vittime fra i garibaldini e sul campo resto' solo un povero cane randagio.

Quel giorno a proteggere l'Eroe dei due Mondi e i suoi non c'era solo la fortuna ma anche il floridissimo commercio del famoso vino liquoroso che gli Inglesi dal 1773 esportavano in tutto il mondo facendo della citta' di Marsala il loro quartier generale sede di imponenti stabilimenti (i famosi 'bagli') affacciati sul porto.

Quando il Piemonte e il Lombardo inseguiti dalle navi borboniche Stromboli e Capri si avvicinarono al porto di Marsala, trovarono ancorate due navi inglesi, l'Argus e l'Intrepid, impegnate a imbarcare barili di marsala dai depositi inglesi. Le due imbarcazioni, nonostante la richiesta borbonica, non si mossero da li' per tutto il tempo dello sbarco dei Mille impedendo all'esercito napoletano di cannoneggiare le navi garibaldine, colpi che inevitabilmente avrebbero danneggiato gli stabilimenti dei Woodhouse e degli Ingham-Whitaker (che nel frattempo avevano issato i vessilli inglesi) nonche' quelli dei Florio che stavano in mezzo ai due colossi britannici.

L'indubbio ''aiuto'' dato dal marsala alla causa italiana ha spinto il Consorzio del vino di Marsala a chiedere di dichiarare il marsala ''vino simbolo dell'Unità d'Italia''.

Fatta l'Italia, Garibaldi tornera' a Marsala nel 1862, questa volta con duemila camicie rosse e con l'obiettivo di risalire fino a Roma e liberarla. Giunto nella città chiese di riassaggiare il suo famoso vino, gli piacque in particolar modo una qualita' molto dolce ancora in lavorazione che in suo onore si chiamo' Garibaldi Dolce (G.D.) ed e' ancora oggi una delle denominazioni previste dal disciplinare della Doc. Il Marsala e' stato la prima Doc d'Italia, protetta dal 1932 da un disciplinare. Una Doc che oggi vale un fatturato di 16,4 milioni di euro, il 31% del quale realizzato con l'export soprattutto negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Svizzera.

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