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La Kyoto dei giovani

Uun percorso mordi e fuggi tra tradizione e innovazione

07 febbraio, 16:58
Geishe (foto di Joanne Doe) Geishe (foto di Joanne Doe)

(di Eugenia Romanelli)

Capitale storica del Giappone prima che lo diventasse Tokyo, Kyoto conserva atmosfere e temperamento di quello che fu per secoli un centro assoluto di potere. Ma non alla nostra maniera occidentale, dove spesso il potere è accompagnato da esibizioni di forza e ricchezza, piuttosto alla maniera giapponese, dove potere è grazia e armonia e dunque è associato alle arti e alla bellezza (nella cultura giapponese conoscere le arti dimostra superiorità). Sta di fatto che coi suoi 17 siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, 1600 templi buddisti e 400 scintoisti (che si possono ammirare facilmente in una giornata), questa città è tra le più ricche, culturalmente parlando, di tutto il mondo.

Qui gli elementi tradizionali sono più evidenti rispetto a Tokyo e sebbene la città vanti ormai musei all’avanguardia (non perdetevi il nuovissimo Kyoto International Manga Museum: ospita una divertente sequenza dei manga nazionali e non, comprese le serie che hanno appassionato la nostrana generazione classe ’70), una eccezionale stazione ferroviaria postmoderna (completata nel 1997 su progetto dell'architetto Hiroshi Hara), enormi centri commerciali internazionali (gli appassionati di videogame arrivano da tutto il mondo per vedere la Nintendo, che ha sede proprio qui), è ancora comune, per la strada, incontrare geishe, uomini che trainano turisti su risciò, uomini e donne, anche giovani, in kimono e chiunque si inchina all’altrui cospetto.

Dopo aver scelto dove dormire (leggete i nostri consigli nell’articolo correlato), dedicate una giornata ai templi: fate la passeggiata verso il Kiyomizu, un’enorme suggestiva struttura in legno che sovrasta il chiassoso dedalo di stradine turistiche dove è impossibile non assaggiare i dolci locali, e, la sera, meditate nel piccolo, silenziosissimo giardino illuminato ad arte del tempio di Entoukin, sempre in zona (i tipici giardini zen sono costituiti entro spazi piccoli nei quali viene riprodotto un paesaggio di ghiaia, pietre, muschio e piante).

Il secondo giorno affittate una bici (chiedete in giro, anche a gesti, qui la gente è molto meno timida che a Tokyo) e pedalate nei luoghi che abbiamo scelto per voi:

• Il mercato alimentare (Nishiki Market): è in una delle stradine del grande mercato centrale, divertente sia per conoscere le materie prime usate nei piatti tradizionali (Kyoto è la città più nota del Giappone in quanto a raffinatezze e tradizioni gastronomiche), sia per pranzare. Qualche consiglio sui ristoranti lo trovate nell’articolo correlato.

• Il Castello Nijo-jo (1626): le cinque costruzioni sono unite da corridoi con tavole che scricchiolano (pavimento degli usignoli) per prevenire ospiti inattesi.

• La villa di Katsura Rikyu, bellissimo esempio di architettura residenziale giapponese (1590): il giardino che la circonda è spettacolare (chi lo progettò, Kobori Enshu, mise le condizioni di avere fondi illimitati, tempi infiniti di esecuzione e nessuna inferenza del committente).

• Quando comincia a imbrunire, fatevi un giro a Ponthoko, parallela al fiume: la stradina è animata da giovani e ristorantini fitti fitti, molti dei quali affacciati sull’acqua, ed è vivace e allegra, oltre a vantare anche sfiziosi locali lounge.

• Per lo shopping girate per le due parallele Sanjo Dori e Shijo Dori (il mercato al piano terra del grande magazzino Daimaru farà impazzire le buone forchette): tra queste lunghe strade che attraversano al città si aggira la folla locale.

• Il giardino del tempio Ryoan-ji: in 300 metri quadrati è racchiuso un paesaggio formato da ghiaia rastrellata (molto rilassante) su cui sono posate quindici pietre (che non possono mai essere viste tutte insieme, da qualunque posizione si osservi). Il giardino, detto kare sansui (giardino secco), rappresenta, secondo alcuni, il mare e le sue isole.

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