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Cervara di Roma, città d'artista

Arroccata su uno sperone roccioso è la porta d'ingresso al Parco naturale regionale dei Monti Simbruini

12 agosto, 10:50
Cervara di Roma Cervara di Roma

Una "scultura nel cielo", per usare le parole del poeta Raphael Alberti che la osservava da Anticoli trascorrendo gli anni dell'esilio dalla Spagna di Franco. Così appare Cervara di Roma (www.comune.cervaradiroma.rm.it), a circa un'ora e mezzo d'auto dalla capitale, arroccata su uno sperone di roccia avamposto dei Monti Simbruini. Un borgo fuori dal tempo che con la poesia - e non solo - ha un rapporto speciale: pittura, scultura, ma anche spartiti e citazioni si intrecciano alla pietra e alla roccia nelle quali il paese è stato scolpito.

Grazie al suo panorama la cittadina ha attirato artisti e famosi pittori fin dai primi anni dell'Ottocento diventando meta, tra gli altri, di Ludwing Adrian Richter, Ernesr Hébert e Wellmann. La vocazione artistica vale a Cervara l'appellativo di "città degli artisti" e ogni anno attrae migliaia di turisti, anche vacanzieri "mordi e fuggi" dalla vicina e caotica Roma. Niente stress da traffico, code ai monumenti, turisti cicaleggianti e inquinamenti di alcun tipo: Cervara non è solo un gioiello urbano, ma vanta un'offerta culturale straordinaria per le sue dimensioni, tanto che la rivista Airone la definì nel '91 "Villaggio ideale d'Italia".

Circa 180 gli abitanti, paese inaccessibile alle automobili per via della sua conformazione a scalinate, piazzetta sempre gremita, piacevolmente rumorosa (si svuota solo nelle ore dei pasti) e coperta da WiFi, gente cordiale. Merito anche del panorama eccezionale di cui si gode dall'altro della città, che fa da terrazza sui Monti Simbruini (www.simbruini.it).

Il comune è tra l'altro la porta di ingresso per l'omonimo parco naturale regionale, la più grande area protetta del Lazio. Cervara di Roma si erge a poco più di mille metri dal livello del mare, su un'appendice del Monte Pellione, dal quale domina la Valle dell'Amene. Una vista che il Gori descriveva così: "Magnifico è collassù il panorama delle vallate e de' monti" da cui è possibile vedere "ondeggiare la cerulea superficie del mar Tirreno".

Lasciata la macchina alle pendici del borgo medievale nella piazza Giovanni XXIII - scelta obbligata dato che il paese si percorre per scalinate - un buon itinerario può partire dalla "scalinata degli artisti", nata dalla mano e dallo scalpello di giovani provenienti da ogni parte del mondo. Scalino dopo scalino, d'obbligo indossare scarpe comode, ci si imbatte in sculture, dipinti, roccia modellata dalla mano di artisti, iscrizioni d'autore, fino alla piazzetta centrale dove si trova l'ultima opera in ordine di tempo: un bassorilievo in ceramica realizzato da Fabio Piscopo nel 1995.

Dopodiché si può imboccare uno dei tanti vicoli del centro storico, osservando la roccia che spesso fuoriesce dalla mura delle abitazioni. Il borgo funge anche da museo a cielo aperto: ogni angolo impone una fermata per ammirare ora una scultura, ora un murales. L'insediamento urbano rispecchia lo schema medievale. Ancora conservato il nucleo più antico, fortificato (XI secolo): dalla Rocca il panorama lascia davvero senza fiato. Subito al di sotto c'è la chiesa Collegiata, dedicata a Maria SS. della Visitazione, che domina la città. Dalla parte opposta si è sviluppato l'abitato più recente, fatto di piccole case a scaglioni.

Da visitare il "Museo della Montagna: transumanti e pitturi" che racconta Cervara (è anche il più alto comune del Lazio) nel rapporto fra i pastori transumanti, i contadini e gli artisti. Ricco forziere che documenta la storia, i costumi locali, la religiosità, le tradizioni.

Una buona idea, per chi si trova nei dintorni o è rimasto a Roma nella canicola agostana, potrebbe essere quella di trascorrere il Ferragosto a Cervara, con la sfilata dell'Inchinata e il caratteristico incontro tra due processioni. Festeggiamenti anche il 16 agosto per San Rocco, con il ballo della "Mammoccia", una pupazza di carta intorno alla quale si festeggia.

Ogni occasione è buona invece per sedersi in una delle trattorie locali e assaggiare le specialità culinarie di Cervara, come le fettuccine al tartufo, ai funghi porcini, al castrato, la carne alla brace e anche il pecorino al forno. Il sali-scendi per il centro storico contribuirà a smaltire le calorie in eccesso e a non avere sensi di colpa una volta a tavola. Per non parlare dei tanti itinerari che si possono intraprendere nei dintorni a piedi o a cavallo.

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