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Meno soggiorni e skipass, montagna in flessione

18 marzo, 17:19
Valtellina Valtellina

ROMA - L'inverno 2009-2010 non sta mantenendo le promesse di inizio stagione. A sostenerlo e' l'Osservatorio turistico della montagna di Trademark Italia secondo il quale soggiorni più brevi, meno skipass venduti e meteo poco favorevole hanno raffreddato l'entusiasmo degli operatori turistici. Il lieve calo dei tassi di occupazione alberghieri è stato però compensato da prezzi che hanno temporaneamente allontanato lo spettro della crisi, arrivata comunque anche in quota.

In Trentino complessivamente gli arrivi italiani si sono mantenuti in linea con lo scorso anno, ma si è contratta la spesa e conseguentemente il giro d'affari, soprattutto nell'extralberghiero: in "sofferenza" sono i pubblici esercizi e le attività commerciali. In Val di Fassa e nell'area di Madonna di Campiglio si è registrato un marcato calo degli stranieri, soprattutto polacchi, cechi e inglesi, a causa della negativa congiuntura economica nei rispettivi Paesi. La diminuzione dei flussi turistici dai Paesi dell'Est Europa penalizza anche la Val di Sole.

In Alto Adige i comprensori di riferimento (Val Gardena, Val Badia e area di Plan de Corones) riescono a registrare performance in linea con la stagione 2008-2009 grazie alla clientela italiana di fascia medio-alta, che ricerca comfort alberghieri e servizi di qualità superiore.

In Lombardia si registrano evidenti difficoltà. Il calo delle presenze si aggira intorno ai 5 punti percentuali nel comprensorio Tonale-Ponte di Legno dove sono mancati soprattutto gli italiani. Andamento simile anche nelle altre località oggetto di indagine: a Bormio, Livigno ed Aprica a gennaio e febbraio i tassi di riempimento delle strutture ricettive sono stati ampiamente inferiori al 50%.

Stagione incerta anche per le località sciistiche di Piemonte e Valle d'Aosta dove le "settimane bianche" fanno registrare un andamento divaricante di arrivi (in lieve crescita) e presenze (in calo). Downturn anche a Cortina e nelle località "minori" del Veneto: festività natalizie in significativa contrazione, calo delle giornate sci vendute e "settimane bianche" in diminuzione. E le previsioni per Pasqua non sono esaltanti.

Stagione di continuità per le destinazioni dolomitiche del Friuli Venezia Giulia, dove grazie alla competitività dell'offerta turistica e alle abbondanti nevicate, gli operatori hanno potuto confermare i risultati (comunque non esaltanti) dell'inverno scorso. Il trend riguarda anche le località dall'Appennino. In Emilia Romagna, i comprensori del Corno alle Scale e del Cimone stanno faticosamente difendendo i risultati ottenuti lo scorso inverno. Le festività natalizie non hanno rispettato le attese e i mesi successivi non hanno compensato le perdite. Le abbondanti precipitazioni nevose di marzo fanno ben sperare gli operatori turistici che contano di poter "salvare" la stagione allungando l'apertura fino a Pasqua.

Anche all'Abetone, in Toscana, il primo bilancio della stagione 2009-2010 non è positivo. La situazione meteo, a causa dei forti sbalzi termici, ha condizionato l'inverno, che fa registrare un preoccupante segno meno. Infine, a Roccaraso (Abruzzo) la stagione invernale ha subito una flessione rispetto allo scorso anno. Dopo il sisma del 6 aprile, gli operatori turistici hanno dovuto far fronte ad una serie di concomitanze negative: problemi di sicurezza sulle piste, di innevamento programmato, cattive condizioni meteo alternate alla mancanza di neve.

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