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Tunisi: operatori turismo tra ansia e cautela

Astoi, fatto isolato in Paese che mostrava stabilità

18 marzo, 21:11
Tunisia Attack Tunisia Attack

di Cinzia Conti

 

Ansia e preoccupazione, ma anche cautela visto il vorticoso e contradditorio succedersi delle notizie. Il mondo degli operatori turistici guarda sconvolto ai fatti della Tunisia, ripetendo come un mantra che ormai i parametri per definire la sicurezza di un luogo sono veramente labili e che si spera che si tratti solo di un episodio isolato in un Paese che stava dimostrando con i fatti stabilità.

 

Il grido di dolore più forte arriva dall'Ente del turismo della Tunisia che proprio in questi mesi si stava impegnando in tante campagne di promozione e che condanna con vigore l'attacco: "Aspettiamo maggiori dettagli su quanto è accaduto e vogliamo trasmettere la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime. E' stata attivata una cellula di crisi".

 

"Al momento penso che l'obiettivo doveva essere il Parlamento e non i turisti. Purtroppo il museo si trova nello stesso stabile e i terroristi sono incappati in quella povera gente che voleva trascorrere una settimana in tranquillità" dice Fortunato Giovannoni, presidente della Fiavet. "La situazione - spiega - ci preoccupa molto perché la Tunisia era considerata una delle mete più tranquille del mondo arabo. Se non si è più sicuri nemmeno nel mondo delle crociere, dove i turisti scendono per sole 4-5 ore... Per l'agente di viaggi, ormai, la sicurezza dei luoghi sta diventando la condizione di scelta delle mete. Ora la speranza è che il turismo ne risenta il meno possibile, ma mi sembra impossibile".

 

"Purtroppo dobbiamo convivere con questi eventi e questa è l'ennesima riprova che non c'è una formula o un perimetro attraverso cui definire la sicurezza o l'insicurezza di un luogo. Un attentato in Tunisia, un luogo che non presentava segnali di instabilità o pericolo e su cui la stessa Farnesina riportava notizie confortanti, ci fa rimanere con la stessa sensazione provata davanti all'attacco di Parigi" spiega Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria Viaggi.

 

"Nelle prossime ore - continua Battifora - ci aspettiamo ovviamente un'immediata reazione emotiva e quindi delle disdette. Di solito si attenua nelle 24-48 ore dall'evento, quando appare evidente come un episodio così isolato non possa essere un fattore di rischio in un paese che stava dimostrando nei fatti una stabilità e quindi debba essere considerato con la stessa logica di eccezionalità di quello accaduto a Parigi appunto. Comunque attendiamo indicazioni dalla Farnesina".

 

"Ci sono zone del mondo che erano per elezione mete turistiche per la bellezza dei luoghi e la vicinanza all'Italia che stanno diventando sempre più impraticabili. Anche il geoturismo cambia, perché deve trovare delle contromisure, deve trovare delle mete dove il turista possa fare il turista e non la vittima" dice il direttore nazionale di Federviaggio Francesco Sottosanti. "Dal Libano alla Tunisia, ormai, non c'è nazione che sia scevra da notizie allarmanti e preoccupanti. E a anche noi - dice Sottosanti - siamo assaliti da preoccupazioni umane, geopolitiche e in ultima analisi anche di business".

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