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In Val Venosta, sul sentiero delle ore

in Alto Adige, tra cime innevate, castelli, abbazie e malghe

02 novembre, 19:25
Val Venosta, il centro di Malles Val Venosta, il centro di Malles

Camminare in Val Venosta Sul sentiero delle ore, in Alto Adige, tra cime innevate, castelli, abbazie e malghe La neve ha già ricoperto le cime più alte delle Dolomiti, le alture della Val Venosta, le strade nei boschi e nelle abetaie, i villaggi di montagna. Ma per l’estate di San Martino, l’11 novembre, in provincia di Bolzano, i colori sono ancora autunnali e l’aria non ancora gelida invita a camminare, a percorrere nuovi sentieri. E poi, di sera, a rilassarsi nei centri benessere degli alberghi, a degustare nei masi le prelibatezze gastronomiche altoatesine e a bere il vino novello che viene spillato proprio in questi giorni.

Le prime settimane di novembre preannunciano l’inverno e regalano ancora giornate dai colori luminosi - il giallo, l’arancione, il bruno delle foglie - e piacevoli sentieri da percorrere a piedi. Tra i tanti cammini c’è un itinerario singolare - Stundenweg, il sentiero delle ore (www.stundenweg.it) - che si fa solo a piedi e che è scandito da 24 soste, una per ogni ora: a ogni tappa c’è un panorama diverso, ci sono chiese o abbazie da visitare, castelli pieni di fascino e di storie che fanno sognare e baite o rifugi dove rilassarsi.In realtà il sentiero delle ore, che regala una giornata immersi in una natura generosa e bellissima, si può compiere tranquillamente in poco più di sei ore ed è accessibile a tutti, grazie a un dislivello contenuto e alla perfetta organizzazione altoatesina con tappe segnalate, tabelle da consultare, guide e depliant per non perdersi. Il sentiero, lungo 17 chilometri, può essere percorso interamente o può essere suddiviso in tappe, alcune circolari, più brevi e adatte alle famiglie con i bambini.

Il lungo cammino esige rispetto, silenzio e cura, ma contraccambia con vallate, fitti boschi e abetaie, fiumi e ruscelli, borghi arroccati e luoghi sacri di grande valore artistico. Vegliano sul cammino il gruppo dell’Ortler e le alpi Ötztaler, conosciute anche come le Dolomiti nere. Il sentiero delle ore collega l’abbazia di Monte Maria di Burgusio, vicino alla cittadina di Malles, al monastero di San Giovanni di Müstair, due luoghi sacri che uniscono due zone – la Val Müstair e la Val Venosta - accomunate dalla stessa natura ma con diverse tradizioni religiose e contraddizioni linguistiche: in territorio italiano si parla tedesco e oltre il confine la lingua reto-romancia, d’estrazione latina. Il percorso, tracciato dai Romani che lo usarono per valicare le Alpi, è legato da grandi avvenimenti storici, che hanno coinvolto le due vallate: Carlo Magno nel 775 fu colto da una bufera di neve e vento sul passo dell’Umbraglio di ritorno da una vittoriosa campagna militare contro Desiderio, re dei Longobardi; scampato al pericolo, come ringraziamento fece erigere il monastero di San Giovanni, oggi considerato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità per il suo splendido ciclo d’affreschi. Nel 1499 il cammino fu teatro della sanguinosa battaglia di Calven tra le truppe dei Grigioni e dei tirolesi, quest’ultimi costretti alla ritirata. Si parte dall’abbazia di Monte Maria, che svetta con i suoi pinnacoli sulle case di Burgusio e si cammina sui prati, ora innevati, e lungo la macchia verso il confine italo-svizzero. Si prosegue sul fianco boscoso della montagna, interrotto dai ruscelli – i Waale - che scendono direttamente dai ghiacciai per irrigare i prati e che spesso, in questa stagione, sono già ghiacciati.

Si passa accanto alla chiesa di Santo Stefano da dove si gode un panorama bellissimo della vallata e si avanza verso Schleiser Trai, sopra il maso Poster, dove un lieve saliscendi nel bosco su strade ben segnalate e con un panorama sempre diverso conduce fino al bivacco Lovarei. Si prosegue verso le rovine di Castel Rotund, poi si sale fino al Dreiangel e si continua lungo il Waal Tschenel. Da qui si cammina fino a una vecchia segheria ad acqua che segna il confine con la Svizzera e dove un semplice paletto annuncia l’ingresso nei Grigioni. Infine si giunge al monastero di San Giovanni, una bassa torre e un palazzo dal profilo merlato, che sorge in piazza Grond a Müstair, appena di là del confine. Dopo una giornata di cammino è piacevole rilassarsi nei centri benessere dei numerosi alberghi della vallata altoatesina che offrono relax, tranquillità e buon cibo: il Beauty & Wellness Resort Garberhof di Malles (www.garberhof.com), per esempio, grazie alle sue vetrate affacciate sul verde, regala la sensazione di essere totalmente immersi nella natura. Con le sue nuove suite -wellness e avantgarde- e il più grande hamam dell’Alto Adige, offre la possibilità di rigenerarsi e di rimettersi in forma, soprattutto dopo aver fatto escursioni e passeggiate.

Tantissime sono le proposte di benessere, come il bagno all’arancia nella grande vasca di rame dell’Imperatore dalle virtù antistress e rilassanti, e i trattamenti di bellezza a base di mele, mescolate a siero di latte e acqua di sorgente del Monte San Vigilio. L’albicocca della Val Venosta – un concentrato di vitamine – è la protagonista dei trattamenti di bellezza per ringiovanire la pelle del Belvita Hotel Lindenhof (www.lindenhof.it) di Naturno che propone diverse cure e massaggi con pietre di marmo. Benessere e natura anche al Theiner’s Garten (www.theinersgarten.it), vicino a Merano, che utilizza nella propria beauty farm prodotti cosmetici ricavati dalla frutta coltivata nei poderi intorno all’albergo che, grazie al clima mite, rende la terra fertile più che mai. E’ una terra fertile e generosa come la gastronomia altoatesina: in tutta la vallata, infatti, masi, trattorie, ristoranti e locande imbandiscono menu della tradizione contadina più autentica

. I piatti sono a base di castagne, canederli, patate lesse, crauti, noci, mosto dolce, speck affumicato secondo la ricetta tradizionale ed essicato all’aria, minestra di farina tostata – Brennsuppe - salsicce con crauti o verza, krapfen, salamini affumicati, dolci e pane - Schüttelbrot – a base di segale, cumino, finocchio e coriandolo. Tra i masi più rinomati ci sono: Tendershof, a Curon Venosta, dove da 300 anni gli ospiti gustano pietanze preparate secondo ricette segrete; Schnalshuberhof, a Lagundo, circondato da vigneti e giardini di mele dove le specialità sono le costolette, l’arrosto di vitello e il buonissimo succo di menta. Falschauerhof, in Val d’Ultimo, sorge tra secolari larici e offre specialità contadine tipiche della zona. Ovunque sono in programma escursioni e passeggiate per raggiungere le malghe dove gustare queste prelibatezze anche solo per una sostanziosa merenda – Brettljause – o una degustazione - Törggelen - a prezzi davvero contenuti.

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