Percorso:ANSA > In Viaggio > Itinerari > A Sillico tornano i briganti del Moro

A Sillico tornano i briganti del Moro

Terrazza sulle Alpi Apuane, il borgo rivive ogni anno un 'incantesimo cinquecentesco'

11 luglio, 20:54
Il paese di Sillico Il paese di Sillico
Correlati

Amanti di intrighi e storia, buona cucina, sorprendenti colpi di scena e lunghe passeggiate: Sillico (www.sillico.it), in Garfagnana, è quello che fa per voi. Terrazza sulle Alpi Apuane gelosamente custodito da incessanti tornanti e da una natura verde e rigogliosa, il borgo medievale rivive fra luglio e agosto il suo passato brigantesco in un'avvolgente rievocazione storica che coinvolge ogni anno tutti gli abitanti ed è considerata fra gli eventi "imperdibili" dell'estate garfagnina.

L'appuntamento è confermato quest'anno per il 31 luglio, il 7 e il 14 agosto, tre giornate in cui il paese ripiomba come per magia in un'atmosfera cinquecentesca e si prepara per l'arrivo dei banditi capeggiati dal Moro, il brigante locale oggi diventato famoso grazie alla tradizionale festa estiva organizzata a Sillico e che deve la sua notorietà alle citazioni nelle lettere spedite da Ludovico Ariosto al proprio sovrano durante il suo mandato di governatore della Garfagnana, compito che gli fu affidato nel 1522. Allora nella regione, appena annessa al Ducato di Modena e Reggio era una zona assai turbolenta, letteralmente infestata dai banditi.

Organizzata dalla fine degli anni Novanta, la manifestazione "I Banditi del Sillico nella Garfagnana dell'Ariosto... all'ora di cena" attira ogni anno migliaia di visitatori. Il centro storico del paese viene chiuso con due grossi portali di legno, in corrispondenza delle due antiche porte d'accesso, e viene illuminato soltanto dalla luce delle fiaccole, restituendo così l'aspetto dell'antica Rocca di Sillico. Le stradine sono animate da dame, signori, soldati e banditi: tutti personaggi rigorosamente in abiti rinascimentali che diventano protagonisti di episodi legati al rapporto conflittuale tra il Moro e il governatore Ludovico Ariosto.

Per i viottoli su cui si affacciano case coi muri in pietra si respira un'atmosfera lontana che non è però soltanto frutto della suggestione. I visitatori sono infatti invitati a gustare i sapori di una volta in un percorso gastronomico che consente di assaggiare piatti preparate nelle antiche hostariae riaperte per l'occasione. Nel menu, rigorosamente nell'italiano del tempo, figurano la menestra de tajerini cum fagioli et herbe silvestri e la porca a lo foco ardente cum spetie et herbe odorose, ma anche pan scuro abbrusticato cum lardo e la torta salata de farro cum ricotto de lacte ovino. Il tutto annaffiato dall'immancabile vino rubro e da acqua de la fonte.

Tra un assaggio e un duello c'è tempo anche per visitare la rassegna storica allestita dentro Palazzo Carli: tra gli oggetti in mostra anche alcune copie delle delle lettere in cui Ariosto si lamenta con il Duca di Ferrara per le condizioni in cui è costretto a governare una terra da lui poco amata e popolata da bande di fuorilegge. Oltre al Moro erano da contrastare infatti anche i banditi di Sommocolonia, quelli di Ponteccio e molti altri che spadroneggiavano per tutto l'Appennino. Per l'occasione vengono aperte anche una mostra fotografica, con le immagini delle precedenti edizioni e di Sillico, e una mostra archeologica sui resti medievali.

Ognuna delle tre serate è caratterizzata da un corteggio storico cui partecipano gruppi in costume, come quello storico di Pieve Fosciana, gli sbandieratori di Gallicano e giocolieri. Le donne del posto si cimentano un balletto e i figuranti inscenano episodi ispirati alle lettere dell'Ariosto.

Frazione del comune di Pieve Fosciana, Sillico è situato a circa 700 metri sul mare sui contrafforti che dal crinale dell'Appennino Tosco-Emiliano degradano verso la valle del Serchio. Bellissimo il panorama sulle Alpi Apuane che si gode dal sagrato della chiesa. Così questo borgo veniva descritto dallo storico Raffaello Raffaelli nella sua "Descrizione geografica storica economica della Garfagnana" (1879): La frazione del Sillico è la più ricca di tutta la Comunità. Belle e vaste sono le macchie di faggi che possiede nell'alpe, e non indifferenti i pascoli pei bestiami. La coltivazione dei suoi contorni è fatta con intelligenza, ed il terreno, quantunque in monte, risponde assai bene alle fatiche degli agricoltori. L'orizzonte è vastissimo, come si pare a chi osserva la sua postura, l'aria purissima, e il soggiorno piacevole nella estiva stagione per le fresche ed amene passeggiate che si possono fare dalla parte di nord-ovest, a traverso le grandi selve che vanno ad incontrare i faggi, e dalla banda del mezzogiorno, in fondo alla Terra, sul Castellare, che divide le acque dei fiumicelli di Ceserana e di Bargecchia.

A proposito di escursioni e amene passeggiate, l'associazione de Le Terre del Moro promuove una rete di itinerari (www.isentieridelmoro.it e http://isentieridelmoro.blogspot.com) percorribili a piedi che conducono alla scoperta del territorio compreso fra Sillico, Capraia e Bargecchia. Si possono fare brevi passeggiate - il Sentiero delle Rogazioni ad esempio richiede circa 40 minuti di cammino - oppure si può pensare di trascorrere un'intera giornata fra le terre del Moro, come lungo il Sentiero dei Mulini che prevede circa sei ore di camminata. A Sillico ci sono bacheche che illustrano la rete di sentieri e all'inizio di ogni percorso un pannello informativo fornisce le notizie essenziali sull'itinerario. Periodicamente vengono organizzate visite guidate associate ad iniziative culturali.

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati