Alla scoperta della Lucca segreta
Viaggio tra i palazzi meno conosciuti della citta'
29 marzo, 17:58Associate
(Di Eugenia Romanelli)
C’è una Lucca classica e una Lucca segreta. Ed è a questa che il visitatore più curioso di solito dedica i suoi viaggi. Per chi è quindi alla sua seconda visita, suggeriamo di tralasciare i monumenti più famosi, probabilmente già visti e goduti, per tuffarsi invece in percorsi alternativi. Il percorso della Lucca segreta va alla ricerca dei palazzi meno noti della città, dove si trovano sale affrescate e decorate in modo unico al mondo spesso sconosciute ai lucchesi stessi. Tralasciando quindi i palazzi più noti, come Palazzo Ducale, la Torre dell’Orologio, Palazzo Guinigi, Palazzo Massoni, Palazzo Santini, Palazzo Bartolomei, Plazzo Fontana- Busdraghi e Brancoli Pantera, etc, arriviamo a Palazzo Orsetti, sede del Comune, che ha aperto alcune stanza seicentesche molto belle.
Si suggerisce in particolare la Stanza Rossa e la Sala degli Sposi, al primo piano (chi volesse approfondire veda il libro “Il Diavoletto: Francesco Bianchi, l’immaginifico pittore a muro dell’Ottocento lucchese”, di Franco Anichini, con le foto di Costanza Mansueti). Chiamato anche Palazzo Diodati Orsetti per la famiglia che lo realizzò (nel Cinquecento, sulle fondamenta di un palazzo medievale), oggi ospita gli uffici del Sindaco e della Giunta: le due entrate monumentali dalle facciate imponenti sfociano in un lungo corridoio a metà del quale si apre uno scenografico scalone pieno di dipinti raffiguranti anziani, gonfalonieri e senatori della Repubblica di Lucca. Il palazzo però ha anche un ingresso secondario particolarmente interessante per il fatto di ospitare il dipinto raffigurante "Santa Cecilia" realizzato da Onofrio Avellino. Nell'ala settentrionale invece ci sono alcune belle stanze con pitture murali del XIX secolo (da notare "La congiura ai danni di Wallenstein" del paolini e un “Amore e Psiche” del Pontormo). Davanti al palazzo, separato da una strada pubblica, c’è anche un bel giardino con un pozzo.
Anche la meno nota Casa del Clero, in via Angelo Custode 34, è una costruzione decisamente interessante e quasi sconosciuta: riservata all’accoglienza di sacerdoti di passaggio e anziani, è oggi visitabile su appuntamento. Al suo interno ha sale stupende, tra cui in particolare la Sala Blu. Vera chicca è invece il Teatro Pantera, in Via Fillungo, salvato in extremis prima di essere demolito, attualmente sede della profumeria Gardenia, dopo essere stato cinema: nella sala al primo piano si può ammirare l'affresco e i decori del Bianchi.
Il Real Collegio invece è sede di numerose manifestazioni, quali Lucca Comics e Lubec. Il palazzo ha sede in quello che era l’antico convento della basilica di S. Frediano, fondato nel VI secolo, ma la sua storia comincia verso la fine del ‘700 quando la Repubblica Lucchese si decise a istituire uno “Studio universitario” nella città e chiese a Papa Pio VI la soppressione del monastero. L’azione educativa del Real Collegio ha rappresentato per centocinquanta anni una realtà di primo piano per la società lucchese, con discepoli da tutto lo stivale (tra gli allievi più illustri di questa scuola si ricordano Giuseppe Giusti, Guglielmo Acton e Cesare Sardi e, tra i docenti, Lazzaro Papi e Luigi Fornaciari). Il suo declino seguì quello di analoghe istituzioni in tutta Italia e nel 1938 ne venne decretata la soppressione. Da allora il Real Collegio si è limitato all'amministrazione dei beni di proprietà, ovvero il complesso immobiliare dell’ex Convento di S. Frediano, che negli anni ha ospitato istituti scolastici cittadini e varie associazioni culturali.
Sempre tra i palazzi meno noti anche Palazzo Tucci, cinquecentesco: il rifacimento del XVIII secolo è uno dei più tardi esempi di architettura barocca a Lucca e si deve all'architetto Ottaviano Diodati. Attualmente è in parte adibito a struttura turistico ricettiva. Infine, il Palazzo Arcivescovile, sede dell’Arcidiocesi, in piazza Arrigoni: è interessante una visita all’Archivio Arcivescovile che possiede una delle più ricche collezioni di pergamente, alla quale si accede da un bellissimo portale quattrocentesco con ante in legno di Jacopo Villa.









