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Augusto: Roma festeggia bimillenario, tra riaperture, percorsi e app

Anche se il suo Mausoleo resta chiuso. Il tour in 10 tappe

06 agosto, 19:31
Particolare di decorazione parietale. Roma, Villa di Livia a Prima Porta Particolare di decorazione parietale. Roma, Villa di Livia a Prima Porta
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di Daniela Giammusso

 

L'emozione di entrare nelle stanze dove il princeps dormiva. Di calpestare quegli stessi mosaici, che lo ascoltarono decidere del destino dell'impero. E ancora tuffarsi nel gusto della sua epoca, tra il vezzo per l'arte egiziana e la grandiosità delle architetture che ispirò. Con 11 luoghi dedicati, due mostre, restauri, convegni, merchandising, pubblicazioni, aperture straordinarie e percorsi rinnovati, Roma riscopre l'imperatore Augusto (63 a.C.- 14 d.C.), rendendo omaggio al bimillenario della sua morte con un fitto calendario al via da settembre.

 

Come disse Tucidide, spiega la direttrice della soprintendenza speciali per i beni archeologici di Roma, Mariarosaria Barbera, "abbiamo scelto la 'definitività', il possesso per sempre, sperando di lasciare qualcosa in eredità alla città". Un'occasione, aggiunge il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, "per dimostrare anche quanto il nostro patrimonio archeologico sia fondamentale". Puntando "a pochi eventi ma molti interventi", cuore dell'omaggio, realizzato in collaborazione con Electa, sarà il Palatino, luogo augusteo per eccellenza della città, dove l'imperatore nacque e che elesse a sua dimora.

 

 

Qui, in un ideale viaggio nel tempo, dal 18 settembre si potrà riscoprire la collezione di un Museo Palatino completamente rinnovato. A pochi metri, raddoppia il percorso la Domus di Augusto, aprendo nuovi cubicoli privati nel blocco occidentale, tra la Stanza dei festoni di pino, la Stanza delle maschere e per la prima volta, la Stanza delle prospettive, detta così proprio per quei giochi dipinti di paraste, edicole e quinte architettoniche.

 

 

E si prosegue nella casa di Livia, terza amatissima moglie dell'imperatore e artefice di tanta parte della sua politica in tema di famiglia, dove sono tornati a splendere i santuari campestri dipinti nel triclinio. Nel Foro romano intanto riapre il percorso del Vico Iugario attraverso la Basilica Giulia (1 ottobre). Alle Terme di Diocleziano torna a splendere la Natatio e il Chiostro piccolo della Certosa di Maria degli Angeli ospiterà un meticolosa ricostruzione degli Atti degli Arvali e dei Ludi Saeculares, gli antichi culti rifondati dalla politica religiosa di Augusto (24 settembre). Alle celebrazioni partecipano poi anche la Crypta Balbi, nata su un edificio augusteo; Palazzo Massimo con la mostra "I fasti e i calendari nell'antichità" (14 novembre-2 giugno); Palazzo Altemps, ricordando con un convegno quanto il bimillenario di Augusto, l'uomo che in qualche modo per primo creò l'idea di Europa, coincide anche con il semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea (17 settembre). Nel Suburbio, ecco la Piramide Cestia a raccontare il gusto dell'epoca per la moda egizia.

 

A Prima Porta, l'Antiquarium della Villa di Livia (12 settembre) con il ripristino del famoso lauretum. E poi il Mausoleo di Cecilia Metella sull'Appia antica, realizzato sul modello del grande assente di queste celebrazioni: il Mausoleo di Augusto, chiuso, perché ancora in attesa di restauro dal Comune. "Abbiamo scelto di restituire alla città un patrimonio da troppo tempo malmesso o sottratto alla comunità - spiega la Barbera - Ovunque abbiamo fatto della fruizione la nostra bandiera, dai percorsi per chi ha difficoltà motorie (con ascensori e 2 chilometri agibili dall'Arco di Tito alla Curia) alla multimedialità e poi 290 nuovi pannelli, una card annuale e la nuova Forum App, con informazioni storiche e logistiche". I costi? "Una cifra complessiva non c'è - risponde la Barbera -. Un milione di euro per i restauri delle Domus di Augusto e Livia, 400 mila per il Museo Palatino e 450 mila per la Basilica Giulia".

 

Non solo Roma però, che pure fu il suo capolavoro. Durante il suo principato, Augusto diede impulso a grandiose opere pubbliche in tutti gli angoli dell'impero, concedendo anche ai patrizi di edificare nuovi teatri, templi e palazzi. Ma sempre nel suo stile misurato ed elegante, che trasmettesse un'immagine solida e idealizzata dell'impero. Ecco dove ritrovarlo, in 10 tappe in giro per l'Italia.


AOSTA - Quasi una porta nell'impero per chi arriva dal nord, sono ancora ben visibili le tracce dell'antica Augusta Praetoria Salassorum, voluta proprio dall'imperatore a guardia dei nodi viari delle valli alpine. Ad accogliervi è l'Arco di Augusto, edificato nel 25 a.C. per celebrare la vittoria dei Romani sui Salassi. Ma basta un giro per la città per scoprire anche la Porta Praetoria, la cinta muraria, il teatro e il quartiere degli spettacoli fino al criportico forense.


MILANO - Eretto alla fine del I secolo d.C nel quartiere Mediolanum, il Teatro Romano poteva ospitare fino a 7-9 mila spettatori. Ricoperto nei secoli da altri edifici, oggi se ne possono ammirare i resti con visite sotto il palazzo della Camera di Commercio.


BRESCIA - Proclamato Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, il Foro Romano dell'antica Brixia, completamente riorganizzato in età augustea, conserva i maggiori edifici pubblici di età romana del nord Italia. Da non perdere, il Teatro e la Basilica, ma anche la Domus dai pavimenti musivi sotto Palazzo Martinengo, la Fonte di Mompiano che forniva acqua a tutte le fontane di Brixia, l'epigrafe di Brusco nel Lapidario di Monte di Pietà con un diciannovenne Ottaviano, futuro Augusto, fino alla Vittoria alata che l'imperatore donò alla città, oggi al Museo di S. Giulia.


VERONA - Ancora in gran parte inedita è la città augustea che recenti scavi stanno riportando alla luce, tra il criptoportico del Campidoglio romano, in Corte Sgarzerie, e le stesse fondamenta dell'Arena.
RAVENNA - Il Museo Nazionale ospita molti ritrovamenti di età augustea della città e dell'antico porto, ma soprattutto il famoso Bassorilievo di Augusto, frammento celebrativo di tutta la famiglia imperiale, proveniente da un altare monumentale del I secolo d.C. simile all'Ara Pacis.


RIMINI - Consacrato all'imperatore da parte del Senato Romano nel 27 a.C., l'Arco di Augusto è il più antico arco romano arrivato sino a noi. Segnava la fine della via Flaminia e attraverso il Decumano Massimo (l'attuale Corso Augusto) si collegava alla via Emilia. Il Toro, come Giove, Apollo, Nettuno e la dea Roma raffigurati sono un inno alla sovranità di Roma. Il fornice troppo grande per essere chiuso con una porta, una testimonianza della Pax Augustea, che rendeva inutile chiudere la città.


CHIETI e L'AQUILA - A pochi chilometri da L'Aquila, l'antica Amiternum conserva ancora i resti del teatro e dell'acquedotto di età augustea. Chieti invece, ospita la mostra ''Secoli augustei. Messaggi da Amiternum e dall'Abruzzo antico'', con due teste scolpite del princeps, in arrivo da Piscina e dalla stessa Amiternum.


CASSINO (FR) - Seguendo il basolato dell'originaria via Latina si arriva al Parco archeologico dell'antica Casinum. Qui si devono probabilmente alla matrona Ummidia Quadratilla gran parte dei resti romani d'epoca augustea, come il teatro, l'anfiteatro e il mausoleo a lei intitolato.


ASCOLI SATRIANO (FG) - Oltre ai resti di età tardo repubblicana e primo imperiale, vale una visita la Domus riportata alla luce solo nel 1990 (dopo i primi scavi anni Venti). Gli splendidi mosaici che ricoprono i pavimenti di tutti gli ambienti hanno consentito di datarla all'età augustea, con molte analogie con Pompei.
SIRACUSA - Tra le più vaste del Mediterraneo, anche l'area archeologica di Neapolis conserva i resti di quello che fu un trionfale Arco di Augusto, proprio accanto all'Anfiteatro, tra i più rappresentativi della prima età imperiale romana.

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