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Louvre apre le porte al paradiso di Pistoletto

Dal 25/4 al 2/9, 20 opere a dialogo con collezione museo Parigi

09 aprile, 18:36
MOSTRE: IL LOUVRE APRE LE PORTE AL PARADISO DI PISTOLETTO MOSTRE: IL LOUVRE APRE LE PORTE AL PARADISO DI PISTOLETTO

(di Silvia Lambertucci) La forza evocativa dei suoi Quadri Specchianti davanti alle tele di Paolo Uccello e Piero della Francesca, la Venere degli Stracci in dialogo con i capolavori etruschi e della romanità classica. Michelangelo Pistoletto compie 80 anni e il Louvre gli rende omaggio aprendo le porte alla sua arte con una grande rassegna che dal 25 aprile al 2 settembre mette in dialogo le sue opere con i capolavori dell'antichità. Una mostra "che è allo stesso tempo retrospettiva e prospettiva", commenta il maestro raccontando l'emozione di vedere esposti i suoi lavori nelle sale della pittura italiana o "nelle stanze che ospitano la Monna Lisa". E non solo: perché dall'antichità alla sezione medievale, al rinascimento, i lavori di Pistoletto saranno disseminati un po' dappertutto nei dipartimenti del Louvre, di sala in sala in dialogo con le collezioni del museo. L'idea, spiega il maestro, è quella di "fare il punto sul passato e nello stesso tempo dare inizio ad una visione volta al futuro". Partendo dai mitici Quadri Specchianti dei primi anni Sessanta, quindi, per passare al Mappamondo (1966-68) e alla Venere degli Stracci (1967) per arrivare fino ai lavori dell'oggi, alla Fondazione Città dell'Arte e all'idea del Terzo Paradiso, quello di una nuova era di "laica rinascita", con l'arte ma anche la scienza, la tecnologia, la politica e l'economia chiamate ad un nuovo ruolo di responsabilità per dare speranza di sopravvivenza all'umanità. Mutuato in parte da una sua performance teatrale degli Anni Ottanta, anche il titolo scelto per la rassegna francese, Annee Un - Le Paradis sur terre, si rivela quindi emblematico: "L'Anno Uno è il 2013', chiarisce lui appassionato, "e significa il tempo presente nel quale la storia conclude un arco che va dai primordi ad oggi e ne apre uno proteso verso il tempo a venire". A ricordarlo, con dimensioni monumentali all'inizio e alla fine della mostra e poi lungo tutto il percorso dell'esposizione oltre che sul manifesto pubblicitario, il simbolo stesso scelto da Pistoletto per indicare il suo 'Terzo Paradiso': un segno di infinito che aggiunge al centro un terzo cerchio che rappresenta, spiega l'artista, 'il ventre procreativo della nuova umanita'". E che, fatalità, ben si adatta, con l'8 e lo zero uniti fra di loro, alla ricorrenza degli ottanta anni che il maestro di Biella, Leone d'oro alla Biennale nel 2003, compirà il 25 giugno, proprio nei giorni della mostra parigina. Tutto in nero, la barba brizzolata a incorniciare il bel volto di grande vecchio, Pistoletto non nasconde la soddisfazione per il riconoscimento che gli arriva dal Louvre. "Per me un raggiungimento importante -commenta- non tanto per un fatto egoistico, quanto per l'opportunità di veicolare un pensiero, di fare una proposta per l'arte". Tanto più che insieme alla mostra e alla replica di Anno Uno (il 1 giugno all'Auditorium del Louvre), la performance teatrale creata nel 1981 al Teatro Quirino di Roma frutto della collaborazione con 21 abitanti di Corniglia, il progetto parigino prevede una serie di eventi, proiezioni, incontri con il pubblico. E ci sarà spazio anche per la sua creatura più amata, la Fondazione Città dell'arte che esporrà una installazione interattiva (Les Portes de Cittadellarte) che immerge il visitatore negli spazi e nel contesto del laboratorio di arte e vita fondato dal maestro nel 1998. Intanto, edita da Bompiani, arriva dal 15 maggio in libreria "La voce di Pistoletto", libro intervista di Alain Elkann con oltre 200 immagini della vita e delle opere.

 

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