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iIl mondo è Queer al 28° Torino Glbt film festival

02 aprile, 17:25
GLBT FILM FESTIVAL GLBT FILM FESTIVAL

(Di Eugenia Romanelli) Ormai anche il mondo italiano GLBT (gay, lesbico, bisex, trans) un suo spazio ce l’ha, anche se non del tutto adeguato agli standard europei, e lo dimostra il Torino GLBT Festival “Da Sodoma a Hollywood”, alla sua niente meno che ventottesima edizione. Dal 19 al 25 aprile, al Cinema Massimo, gli appassionati sul tema potranno sbizzarrirsi tra proiezioni di tutti i tipi, dal genere drammatico a quello comico, dalla commedia al fantasy, fino al documentario, al thriller, al noir, etc. Orgoglioso il comitato di selezione del Festival che conferma “la volontà di indagare e proporre tematiche, spesso scottanti e controverse, di grande attualità e di offrire al pubblico film provenienti da tutto il mondo, altrimenti invisibili. I focus in rilievo, quest’anno, riguardano i diritti civili e le pari opportunità, ll riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, l’omogenitorialità e le adozioni, ovvero i grandi temi di dibattito e sviluppo politico in Europa e nel resto del mondo proprio di questi giorni. In sala, in ogni caso, ce n’è davvero per tutti i gusti: infatti sono oltre 120 i film proiettati, e rappresentano ben 34 nazioni. Padroni di casa al solito gli americani, con 36 titoli, seguiti dall’America Latina, con 20 titoli. Ma anche Israele (6 titoli), Canada (5 titoli) e Australia (4 titoli) se la battono bene. Dei film europei 14 provengono dalla Spagna e 11 dalla Francia, mentre Germania, Danimarca, Belgio, Olanda, Inghilterra, Polonia e Croazia contano numeri minori. Vero vanto di questa edizione però sono i contributi di Iran, Libano, Marocco, Pakistan e Taiwan. L'Italia non è da meno e, come l’America Latina, porta addirittura 20 opere di autori anche giovanissimi e indipendenti impegnati nella battaglia della creatività e della diffusione della realtà GLBT. I cinefili devono segnarsi in agenda due appuntamenti in particolare, visto che a contendersi il premio per la sezione Lungometraggi ci sono due anteprime internazionali, l'australiano “Monster Pies” di Lee Galea (una sorta di Romeo e Giulietta in versione gay) e il messicano “Todo mundo tiene a alguien menos yo di Raul Fuentes”. Per chi è invece più interessato agli aspetti storico-documentali, sono da segnalare “Paul Bowles: The Cage Door is Always Open” di Daniel Young, un toccante lavoro su Paul Bowles, il padre della "beat generation", e “Codebreaker” di Clare Beavan e Nic Stacey, un ritratto di Alan Turing considerato il pioniere dell'intelligenza artificiale e dell'informatica (in pochi sanno che era gay). Tra i lavori italiani interessanti anche “Nessuno è Perfetto” di Fabiomassimo Lozzi, “Le lesbiche non esistono” di Laura Landi e Giovanna Selis e la docu-fiction “Il rosa nudo” di Giovanni Coda. Da tenere d’occhio, inoltre, anche le due web-serie torinesi: una, in anteprima, è a firma del collettivo “Le BADhOLE” e si intitola “Re(l)azioni a catena” (di Silvia Novelli), mentre l’altra è un mix delle ultime puntate di “G&T” di Francesco D’Alessio. Infine, seguendo l’onda delle contaminazioni tra linguaggi espressivi, non possono mancare i videoclip, dove l’elemento musicale non fa che aggiungere e espandere le emozioni, soprattutto se tra gli autori c’è Paolo Ferrarini, capace di proporre un’acuta commistione tra visione, messaggio e sentimento.

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