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Museo Risorgimento si rinnova

Riaperto per la Festa della Repubblica

03 giugno, 16:32
Museo del Risorgimento: bassorilievo con i profili di Giuseppe Garibaldi e Anita Museo del Risorgimento: bassorilievo con i profili di Giuseppe Garibaldi e Anita

(di Silvia Lambertucci)

Ci sono i jeans indossati da Garibaldi quando con i Mille sbarco' a Marsala e anche la barella in legno usata in Aspromonte per trasportare l'eroe ferito. E poi cimeli a centinaia, curiosita', opere d'arte. La novita' pero' e' nei filmati d'epoca, tanti e preziosi, dal primo film proiettato a Roma a un cartone firmato nel 1962 da Zavattini. E nelle 'app' per i telefonini, che per la prima volta rendono il museo interattivo e decisamente piu' adatto ad un pubblico giovane.

Al Vittoriano, che sabato compie cento anni, riapre rinnovato e non piu' buio e polveroso il vecchio Museo Centrale del Risorgimento. E la prima ad applaudire e' la ministra della Gioventu' Giorgia Meloni, che lo inaugura con il presidente del Comitato dei Garanti per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, Giuliano Amato, il presidente dell'Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, Renato Ugolini, e il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro. Si passa davanti ad un ritratto del giovane Mameli firmato nel 1849 da Roberto Bompiani. Sotto alla cornice, la targhetta esplicativa e' proprio una di quelle che rimanda all'applicazione per telefonini. La ministra e' entusiasta, quel giovane Mameli, dice, le piacerebbe vederlo stampato su una maglietta, ''Non ha niente di meno del Che'', commenta sicura. Poi sottolinea che a fare il Risorgimento sono stati giovanissimi pieni di passione: ''Mameli quando e' morto aveva 22 anni, oggi in Italia non potrebbe entrare in Parlamento''. Anche Amato e il presidente dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane Renzo Gattegna apprezzano le novita'. ''Di certo non posso definirmi un teenager pero' anche a me sono piaciute tutte queste cose in movimento'', sorride l'ex presidente del Consiglio. Tra le curiosita' piu' gettonate, il film 'Presa di Roma 1870', restaurato per l'occasione dall'Istituto Luce. Realizzato in studio nel 1905, e' il primo film proiettato a Roma.

Immaginato gia' alla fine dell'Ottocento, quando si decise di realizzare il monumento a Vittorio Emanuele II, anticipato da una mostra di reliquie risorgimentali nel 1911, l'anno dell'inaugurazione del Vittoriano, il Museo Centrale del Risorgimento ha vissuto in realta' vicende alterne. Mussolini lo inauguro' nel 1935, poi lo chiuse negli anni della guerra. Rispolverato negli anni Settanta e subito sbarrato insieme con l'intero complesso, era stato di fatto avviato solo nel 2001, quando il Vittoriano venne finalmente riaperto al pubblico. Da allora occupa uno spazio di circa duemila metri quadrati.

Ideato e progettato dallo storico Marco Pizzo, che ne e' anche vicedirettore, il nuovo allestimento abbandona l'iniziale disposizione per temi e segue invece le tappe della storia con 14 sezioni che raccontano il periodo clou dell'Unita', da Napoleone al primo conflitto mondiale. Con molta luce (''solo 4 kilowatt in tutto siamo ecocompatibili'') e soprattutto tantissime cose in piu', molte inedite o restaurate per l'occasione. Oltre a pannelli esplicativi e filmati che integrano, commentano, aiutano a capire e contestualizzare documenti e cimeli. Tra i tanti, gustosissimo, 'La lunga calza verde', film d'animazione firmato nel 1962 da Zavattini. Da domani la verifica con il pubblico. Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18.30, il museo chiude il primo lunedi' del mese. L'ingresso e' gratuito.

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