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Prosun, giusto chiedere dazi alla Cina per export

A Innovation Cloud dibattito sul ruolo Asia nel mercato solare

09 maggio, 15:20

RHO-PERO (MILANO) - ''La Cina sta bruciando milioni di euro in Europa e sta distruggendo il settore industriale del solare migliore del mondo grazie al dumping. Siete un popolo di ciclisti voi italiani: ecco, vi chiedo se vi farebbe piacere continuare a veder correre al Giro d'Italia un atleta dopato''. Usa pochi giri di parole Milan Nitzschke, direttore dell'associazione Eu ProSun, intervenuto al Global Solar Summit, all'interno di Innovation Cloud, la fiera delle rinnovabili in scena a Rho-Pero fino a venerdi. La sua associazione da mesi fa pressioni su Bruxelles, perche' siano adottate misure contro le importazioni cinesi, a fronte di prodotti venduti a prezzi non concorreziali.
   Il suo intervento, di fronte ai piu' importanti player del settore, non poteva cadere in un momento piu' delicato: oggi la Commissione europea ha proposto ai 27 Stati membri di imporre dazi di circa il 47% sui pannelli solari cinesi e si pronuncera' intorno ai primi giorni di giugno. ''Non possiamo ignorare l'enorme conflitto commerciale che e' in atto - ha detto Reinhold Buttgereit, segretario generale Epia, European Photovoltaic Industry Association -, ma neanche ignorare che la crescita delle rinnovabili avverra'' sempre piu' fuori dall'Europa e grazie alla spinta asiatica''.    Diversi protagonisti del settore fotovoltaico sono, infatti, convinti che la guerra dei pannelli solari tra Ue e Cina possa arrivare a danneggiare anche gli stessi produttori europei: ''Rischieremmo un -85% di ordinativi'', ha dichiarato Paulette Vander Schueren, portavoce di Afase, precisando come l'abbassamento dei prezzi sia insito nella vita del solare, una tecnologia che cambia e muta rapidamente. Dello stesso parere anche Guangbin Sun, segretario generale del comparto solare per la camera di commercio cinese: ''Se s'interrompesse il nostro export - ha detto - le conseguenze ricadrebbero sui costi dei prodotti europei. Noi tuttavia siamo disponibili alla collaborazione e al dialogo per far combaciare la nostra produzione con le richieste del mercato globale''

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