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Sicurezza e qualita' nell'area Oil&Gas: livelli ecocompatibili sempre piu' elevati

L'esperienza di Bureau Veritas

06 febbraio, 13:58
Diego Antonali Diego Antonali

Gira attorno a quattro parole, qualita’, salute, sicurezza e ambiente, la  strada maestra nel processo di certificazione delle aziende impegnate nelle aree oil & gas.

   Diego Antoniali ci parla dell’esperienza di Bureau Veritas nel settore.
 
- Quali sono le  vostre attività nel supportare le aziende nel settore oil and gas?
Prendiamo atto che negli ultimi tempi un nuovo quadro di riferimento si e’  venuto a creare , mi  riferisco ad una particolare situazione del settore E&P ('exploration and production). Recentemente , infatti,  ci sono stati notevoli sviluppi in ambito offshore.
Le attività nel settore di esplorazione e produzione sono spesso rischiose e sviluppate in contesti sempre più complessi e globali: le ricerche si sono spinte verso siti e regioni del mondo che prima non erano accessibili per motivi tecnici, climatici e logistici.  In questo ambito i regolamenti, le linee guida e le normative di riferimento sono dei key-driver, in quanto gli azionisti e le grandi compagnie richiedono sempre più maggiori e consistenti livelli di sicurezza e di affidabilità degli asset. L'incremento appunto di questi progetti off-shore, in acque profonde, necessita  di servizi tecnici indipendenti legati alla sicurezza, alla compatibilità ambientale sempre più elevati: tali servizi sono utilizzati per mitigare i rischi,  garantire la sicurezza degli operatori, l'integrità delle strutture, quindi degli asset produttivi
  Le majors, tra cui anche l'ENI, Total, Shell, Petrobras hanno come obbiettivo incrementare e mantenere i livelli di sicurezza delle piattaforme petrolifere, delle loro navi di estrazione e di  produzione, rendendolo il più possibile omogeneo in ogni parte del mondo.
 I Servizi indipendenti forniti da Bureau Veritas in ambito QHSE  (Quality, health, safety, environment) rispondono a queste esigenze fornendo prove tangibili per attestare che il livello di sicurezza sia sempre adeguato e conforme.

 - Cresce la domanda mondiale di oil & gas, come cambia lo scenario?
   L’aumento della domanda mondiale ha incrementato il settore E&P ed ha stimolato l'esplorazione  in acque sempre più profonde, in condizioni climatiche molto critiche. Un esempio e’ il Brasile dove ormai si opera  in mare a più di 1500 metri; anche l'Australia e’ una grande frontiera per il gas che ha molti progetti esecutivi in mare di estrazione e di produzione. E poi  il Far East, quindi la zona malese, l’Indonesia. L’Africa, dove l'Eni e’ presente tra i maggiori operatori, ed anche nel mare di Barents,  un territorio finora poco accessibile per le difficili condizioni climatiche. In questo caso le compagnie petrolifere  hanno bisogno della costruzione di asset e di impianti molto più complessi per poter operare in queste zone con un potenziale rischio più elevato.
 

- Novita’ anche per il cosiddetto mercato off shore
   Un dato di fatto e’ che il mercato offshore si sta sempre più orientando su impianti di esplorazione, di produzione, flottanti, quindi in acque profonde dove le classiche strutture fisse non sono più adeguate  per motivi di profondità.
   Queste strutture sono chiamatefloater in termine tecnico; non a caso oggi si sviluppano sempre più progetti in ambito offshore, in mare aperto per la costruzione di FLNG (floating liquefied natural gas),  grandi navi che possono liquefare gas. Sono nuove tecnologie già in fase di studio e costruzione: pioniera la Shell con un progetto molto importante “PRELUDE” in Australia”. Altri significativi asset per operare sono le  “FPSO (Floating, Production, Storage and Offloading) ",  unità flottanti  in grado di estrarre e produrre in mare aperto,  a notevoli profondità,  anche oltre i mille metri.

- Come si muove Bureau Veritas
    Grazie alla  comprovata esperienza,  Bureau Veritas offre  offre al settore Oil & Gas   la professionalità e la  competenza dei propri centri tecnici  specializzati dislocati in vari punti del mondo: in Europa, in Brasile, in Medio Oriente, nel Sud-est asiatico, in Australia, in USA ed in Cina, quindi in tutti i paesi dove questo mercato ha una forte richiesta . I nostri centri tecnici sono composti da più di quattrocento ingegneri multidisciplinari, esperti in vari ambiti di ingegneria, meccanica, di processo, strutturale, elettrica e navale, in grado di soddisfare  ad ampio raggio le esigenze tecniche del settore. In queste unità siamo impegnati continuamente in attività di verifica dei progetti, in gergo “design review”, valutazioni indipendenti per valutare la  conformità tecnica di progetto, la sicurezza e la qualità. Quindi veniamo praticamente attivati come ente indipendente di verifica, al fine di valutare  e certificare il livello  di sicurezza su questi importanti progetti, sia in ambito statutario che volontario.

- Come siete organizzati?
  Abbiamo una rete capillare nel mondo di  operatori specializzati in vari campi: dalla verifica delle prove non distruttive dei materiali alla  buona qualità della saldatura, passando per la corrosione, l'ingegneria meccanica, le apparecchiature a pressione, elettriche, antincendio, tutto ciò che insomma è legato alla qualità e alla sicurezza  degli asset in mare, flottanti e non. I nostri servizi sono ad ampio raggio e quindi possono coprire l'intero ciclo vita di un processo ingegneristico, sia in fase di progettazione che in fase operativa dei sistemi e dei componenti che costituiscono questi impianti.

- Quali sono gli indicatori che voi utilizzate in questo settore per una certificazione in sicurezza e qualità?
“Noi facciamo valutazioni di conformità, quindi, ci sono una serie di servizi ingegneristici e di auditing, ad esempio, o ispettivi, per verificare  progetti, installazioni, attrezzature o addirittura prodotti, in accordo a standard internazionali. Oggi in Europa non esiste  un vero e proprio protocollo comune dettagliato nell'ambito delle  costruzioni  offshore. Ogni paese (ad esempio UK e Norvegia) ha delle specifiche regulations che  regolano più in dettaglio termini di sicurezza, di prima installazione e quindi di verifiche periodiche da parte di un ente terzo indipendente. Non a caso i paesi nordici, pionieri nel settore  offshore, hanno standard e regulations di sicurezza molto più sviluppati e richiedono ad esempio che sia statutario l'intervento di un ente indipendente, quale può essere Bureau Veritas od altri riconosciuti, per eseguire valutazioni e verifiche durante l’intero ciclo vita degli asset. C'e' sempre più l'interesse a estendere questi schermi di valutazione  e verifica anche a livello europeo: Bureau Veritas è già ben lieto di supportare l'Unione Europea in questo ambito”. 
   Questo era già avvenuto anche in prima istanza durante l’OMC2011, (Offshore Mediterranean Conference) che si svolge ogni due anni a Ravenna, quest’anno dal 20al 22 marzo) , dove Bureau Veritas è tradizionalmente presente con uno speech. Nel 2013 avremo l’opportunità di poter contribuire con un intervento intitolato: “A guidance note for the classification of floating offshore gas terminals", trattando un argomento molto attuale ed importante per tutti gli operatori del settore gas.
 

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