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Decreto Rinnovabili rischia di far chiudere le distillerie

Da aziende 300mila Mhw energia da sottoprodotti vinificazione

23 settembre, 17:42
(ANSA) - ROMA, 23 SET - Il decreto Rinnovabili di prossima emanazione rischia di mettere fuori mercato decine di impianti di energia da biomasse solide su cui le distillerie italiane hanno investito ingenti capitali. A lanciare l'allarme è Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil, l'associazione dei distillatori italiani, nel ricordare che le aziende del settore ogni anno producono 300 mila Mhw di energia, grazie alla valorizzazione dei sottoprodotti della vinificazione. Il provvedimento invece di rafforzare il settore, spiega Assodistil, blocca il suo sviluppo futuro con gravi ripercussioni anche per tutta la filiera vitivinicola.

Il testo del 2012 garantisce a partire dal 1 gennaio 2016 un livello minimo dell'incentivo per gli impianti da biomasse; il mercato, però, si è evoluto in senso inverso e i costi dell'energia sono scesi drammaticamente; quindi, proprio quell'elemento di garanzia che giustificava l'introduzione di un valore fisso oggi rischia di mettere in ginocchio tutto il settore. ''A partire da gennaio - osserva il presidente - molte distillerie rischieranno la chiusura e centinaia di lavoratori si ritroveranno disoccupati; inoltre andranno in fumo centinaia di milioni di euro investiti per avviare la produzione di energia da biomasse solide. Si scriverebbe così la parola fine ad un segmento importante della nostra produzione di energia verde che, a fronte di forti investimenti, aveva consentito risparmi importanti all'intero sistema-Paese''. I distillatori chiedono di eliminare dal decreto il parametro fisso applicando, in sua vece, quello valido per le altre fonti rinnovabili, che prevede un meccanismo autoregolante tra il prezzo dell'energia elettrica attuale ed il valore dell'incentivo. (ANSA)
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