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Rinnovabili, per esperti idroelettrico può avvelenare Artico

Aumenta livello metilmercurio che finisce in catena alimentare

09 settembre, 09:25
Rinnovabili, per esperti idroelettrico può avvelenare Artico Rinnovabili, per esperti idroelettrico può avvelenare Artico

 L'idroelettrico, tra le fonti pulite di energia, può avvelenare l'Artico. Stando ai ricercatori dell'università di Harvard, infatti, le inondazioni causate dallo sviluppo degli impianti idroelettrici possono immettere nell'ecosistema marino più metilmercurio, una potente neurotossina, di quanto non stia già facendo il cambiamento climatico con il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci.

Gli esperti hanno preso in esame le cascate Muskrat, nella regione canadese del Labrador, dove dal 2017 una diga idroelettrica dovrebbe sommergere un'ampia regione a monte di un fiordo chiamato lago Melville. Nel lago salato, e nel plancton, i ricercatori hanno individuato la presenza di un quantitativo anomalo di metilmercurio. La causa, spiegano, sarebbe da ricercarsi nell'incontro di acqua dolce e salata che può verificarsi, come in questo caso, in un estuario, ma anche nell'Artico in seguito allo scioglimento dei ghiacci. La stratificazione delle acque 'imprigionerebbe' materiali organici a una determinata profondità, dove i batteri trasformerebbero il mercurio presente naturalmente in metilmercurio. Il plancton, alimentandosene, inserirebbe quindi la neurotissina nella catena alimentare.

Per gli scienziati l'inondazione causata dall'impianto idroelettrico andrebbe ad aumentare i livelli di metilmercurio, mettendo a rischio le comunità che vivono sulle rive del lago, prevalentemente indigene e dipendenti dalla pesca per la sussistenza. Lo stesso problema si verificherebbe per gli impianti idroelettrici pianificati nella regione artica.

"Le energie pulite sono un vantaggio per tutto il Pianeta, ma il costo dell'idroelettrico ricade quasi esclusivamente sulle comunità indigene che vivono nei pressi degli impianti", ha osservato la docente di ingegneria ambientale Elsie Sunderland, autrice dello studio. (ANSA).

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