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Ue-Cina: Bruxelles indaga su pannelli solari da Taiwan e Mal

Sospetto import sia 'made in China' e aggiri misure antidumping

29 maggio, 21:21
Pannelli solari Pannelli solari

La Commissione europea ha deciso di aprire un'indagine sull'import di pannelli solari provenienti da Taiwan e Malesia, che si sospetta risulti in parte 'made in China'. Bruxelles accoglie così la richiesta dell'industria europea, che accusa la concorrenza cinese di fare largo uso di pratiche illegali per aggirare i dazi sull'import cinese e il prezzo minimo concordato con l'Ue dei pannelli solari per evitare il 'dumping', cioè la vendita a prezzi molto inferiori rispetto al loro valore commerciale.

Soddisfatta dell'avvio dell'indagine EU ProSun, l'organizzazione che rappresenta l'80% della produzione di pannelli 'made in Europe'. "I produttori cinesi del solare aggirano le misure antidumping dell'Ue prima esportando in Paesi terzi, come Malesia e Taiwan, poi falsificando la loro vera origine" commenta Milan Nitzschke, presidente di EU ProSun.

"Questo tipo di manovra è una frode per i consumatori e va fermata" avverte Nitzschke. L'industria europea del solare si considera "seriamente danneggiata" da quella che ritiene una "frode massiccia" e secondo le stime di EU ProSun la stima del danno per gli europei e' di circa un miliardo di mancati pagamenti di dazi e nel secondo di 500 milioni di euro rispetto alla tariffa concordata.

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