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A Roma il furgone H2M a idrogeno

In piazza Montecitorio per conferenza Presidenti parlamenti Ue

20 aprile, 21:08

E' arrivato a Roma il primo veicolo terrestre in grado di produrre e stoccare autonomamente energia rinnovabile grazie all'idrogeno. Si chiama H2M (H2 Mobile) ed è un sostanzialmente un ''laboratorio per le tecnologie della rivoluzione industriale.

Il furgone è stato messo a punto dalla Fondazione H2U (l'università dell'idrogeno che si trova a Monopoli), è stato parcheggiato in piazza Montecitorio in occasione della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'Unione europea.

Subito, grazie alla sua 'apertura alare' (i fianchi si alzano formando un tetto di 80 metri quadrati interamente di pannelli fotovoltaici) il furgone lungo 15 metri a iniziato a produrre energia rinnovabile solare, con cui si è alimentato un 'salone' multimediale viaggiante adiacente adatto ad ospitare dimostrazioni, eventi itineranti. Il furgone H2M produce idrogeno dai pannelli fotovoltaici da 6 kWp (kilowatt di picco); è stato realizzato dalla Fondazione H2U attraverso il cofinanziamento da parte della Regione Puglia, con fondi Carbon tax del ministero dell'Ambiente e con il cofinanziamento della stessa Fondazione, in partenariato con l'università Aldo Moro di Bari. L'impianto fotovoltaico alimenta un elettrolizzatore per la produzione d'idrogeno che viene a sua volta stoccato in bombole da 50 litri l'una grazie a due dozzine di batterie che silenziosamente accumulano precedentemente l'energia.

''Questo è l'inizio di un viaggio che ci porterà fino alla Conferenza sul clima di Parigi a fine 2015, la Cop21'', afferma il presidente della Fondazione H2U, il fisico Nicola Conenna; con esso ''vogliamo porre l'attenzione sull'esistenza e maturità di tecnologie accessibili per combattere i cambiamenti climatici, interamente fondate sulle energie rinnovabili''. H2U, viene spiegato, è un 'work in progress', il che significa che è disponibile ad accogliere anche altre tecnologie per la sostenibilità, le rinnovabili e l'ambiente.

Il progetto è nato 8 anni fa, quando ministro dell'Ambiente era Alfonso Pecoraro Scanio, e aveva come consiglieri Jeremy Rifkin e Carlo Rubbia: ''L'energia del futuro per l'Italia devono essere l'energia rinnovabile, di piccola produzione e generazione distribuita - ha osservato l'ex ministro - il nostro Paese entro il 2030 può andare al 100% di energie rinnovabili''.

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