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90% italiani boccia carbone, vuole il solare
Rapporto, stop centrali inquinanti. Pecoraro, svolta energetica
08 maggio, 17:53
ROMA - ''Il 90% degli italiani chiude le porte al carbone e apre
al solare, anche con nuovi incentivi''. E non solo: sempre in 9
su 10 vorrebbero ''la chiusura entro il 2020 delle centrali piu'
inquinanti, a carbone e a olio combustibile'', facendo un
pensiero ad ''un'Italia al 100% ad energia verde''. Questo
alcuni dati che emergono dal nono rapporto 'Gli italiani e il
solare' realizzato da Ipr marketing e dall'Osservatorio sul
solare della Fondazione UniVerde, con il sostegno di Yingli
green energy Italia e di Sorgenia.
I combustibili fossili ''piu' dannosi per il clima'' sono ritenuti il carbone e il petrolio. Tanto che - in base ai risultati del focus 'Carbone, carbon tax e smart grids' - ''per l'88% degli intervistati, sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax sulle attivita' che producono emissioni di Co2''.
Gli incentivi alle rinnovabili vanno ancora bene per l'85% degli intervistati ma e' ''in forte aumento la percentuale di chi accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche e liberta' di auto-produrre e vendere energia in rete''. In particolare, per 9 italiani su 10 andrebbe bene l'installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. Le smart grids restanto ancora sconosciute alla maggioranza: il 77% degli intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare (solo il 7% ne conosce il significato). Una volta appreso il significato l'88% degli intervistati la valutano positivamente anche se rimangono dubbi sulla fattibilita' in Italia. ''Gli italiani pensano in modo decisamente piu' green rispetto alla loro classe dirigente - osserva Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente - Emerge una grande determinazione verso una svolta energetica. Adesso piu' che mai, in un Parlamento caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy, occorre promuovere questa svolta''.
Per Fabio Patti, amministratore delegato di Yingli green energy Italia, ''il fotovoltaico in Italia sta cambiando con la fine del Quinto Conto energia ed ha ancora molti margini di sviluppo.
Siamo di fronte ad un nuovo capitolo, quello dell'era post-incentivi''.
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I combustibili fossili ''piu' dannosi per il clima'' sono ritenuti il carbone e il petrolio. Tanto che - in base ai risultati del focus 'Carbone, carbon tax e smart grids' - ''per l'88% degli intervistati, sarebbe auspicabile l'introduzione di una carbon tax sulle attivita' che producono emissioni di Co2''.
Gli incentivi alle rinnovabili vanno ancora bene per l'85% degli intervistati ma e' ''in forte aumento la percentuale di chi accetterebbe la sostituzione degli incentivi economici con quelli normativi, ovvero con semplificazioni burocratiche e liberta' di auto-produrre e vendere energia in rete''. In particolare, per 9 italiani su 10 andrebbe bene l'installazione di un impianto fotovoltaico sul proprio condominio utilizzando un incentivo pubblico. Le smart grids restanto ancora sconosciute alla maggioranza: il 77% degli intervistati non ne ha ancora mai sentito parlare (solo il 7% ne conosce il significato). Una volta appreso il significato l'88% degli intervistati la valutano positivamente anche se rimangono dubbi sulla fattibilita' in Italia. ''Gli italiani pensano in modo decisamente piu' green rispetto alla loro classe dirigente - osserva Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell'Ambiente - Emerge una grande determinazione verso una svolta energetica. Adesso piu' che mai, in un Parlamento caratterizzato da una forte presenza favorevole alla green economy, occorre promuovere questa svolta''.
Per Fabio Patti, amministratore delegato di Yingli green energy Italia, ''il fotovoltaico in Italia sta cambiando con la fine del Quinto Conto energia ed ha ancora molti margini di sviluppo.
Siamo di fronte ad un nuovo capitolo, quello dell'era post-incentivi''.










