Regole Ue certe o danni ad aziende solare
Con dazi su pannelli da Cina difficolta' a produzione italiana
03 aprile, 18:55ROMA - Gifi, Assosolare e Aper, le associazioni rappresentati dell'industria italiana del fotovoltaico, chiedono a gran voce certezza delle regole sul settore, soprattutto in vista dell'introduzione dei dazi sui pannelli prodotti in Cina, temendo danni economici ed occupazionali.
''Il Regolamento Ue n.182/2013 - scrivono in una nota congiunta - ha l'intenzione condivisibile di proteggere la produzione europea ma, l'introduzione di dazi sui pannelli fotovoltaici prodotti in Cina, proprio ora che gli incentivi si stanno esaurendo, allontanerebbero il settore da quella grid parity'' - il punto in cui l'energia elettrica prodotta da fonti alternative ha lo stesso prezzo dell'energia prodotta da fonti tradizionali - ''che, per la maggior parte degli operatori, appare ormai a portata di mano. L'intenzione di proteggere la produzione europea - osservano le tre associazioni - mette in difficolta' molti imprenditori nazionali del fotovoltaico'' con il rischio per la molteplicita' delle aziende di ''danni che risultano ben superiori ai benefici acquisiti da una parte minoritaria di esse. Con l'incertezza attualmente introdotta, il mercato europeo del fotovoltaico potrebbe altresi' subire una contrazione dell'occupazione stimata in oltre 200 mila addetti e una perdita del valore aggiunto lungo la catena del valore del fotovoltaico e del relativo indotto nell'economia della Ue''.
''Preoccupano poi - proseguono Gifi, Assosolare e Aper - i tempi e i modi di applicazione: la Commissione potrebbe, infatti, decidere a giugno di riscuotere tali dazi dagli importatori in maniera retroattiva sui pannelli registrati da inizio marzo. Inoltre, il loro ammontare definitivo, se saranno ritenuti necessari, sara' fissato solo alla conclusione dell'indagine prevista per dicembre. Tali incertezze applicative hanno gia' avuto come effetto quello di bloccare i finanziamenti di molti progetti con conseguenze molto pesanti per gli operatori. Infatti - concludono - tale provvedimento ha gia' messo in difficolta' numerosi imprenditori che si trovano, quotidianamente, a combattere contro continue modifiche normative e regolatorie in un settore gia' in grossa difficolta'''.










