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Legambiente, possibili 250mila occupati al 2020

Report comuni verdi, spingere su innovazione e reti intelligenti

26 marzo, 20:49
ROMA - ''Le potenzialita', con una politica lungimirante, sono enormi'' nel settore delle rinnovabili: ''si potrebbe arrivare nel 2020 a 250mila occupati''. Questo uno degli scenari dipinti dal rapporto di Legambiente 'Comuni rinnovabili' 2013, in cui si fa presente che in prospettiva, di posti di lavoro, se ne potrebbero avere ''altri 600mila nel comparto dell'efficienza e della riqualificazione in edilizia''.

Legambiente mette in evidenza ''i vantaggi prodotti da questo cambiamento dal basso. Proprio la crescita della produzione rinnovabile ha permesso di sostituire'' un aumento degli ''impianti termoelettrici, calata di 61TWh (Terawattora) tra il 2007 e il 2012, anche per via della crisi''. Poi ''in un periodo di crisi economica'', un aspetto fondamentale e' ''la crescita degli occupati nel settore: a inizio 2012 le ricerche stimavano complessivamente 120mila occupati nelle fonti rinnovabili''.

''Altro che fermarsi ora per via della crisi – osserva Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – come qualcuno incredibilmente sta chiedendo. Proprio i comuni rinnovabili ci insegnano che il futuro e' gia' qui e che l'innovazione non si deve fermare mai. Ora occorre spingere con nuove e piu' incisive politiche la generazione distribuita, gli interventi di efficienza energetica e anche la gestione delle reti''. Tra gli scenari energetici indicati da Legambiente c'e' ''una generazione sempre piu' distribuita e efficiente, l'autoproduzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, il risparmio nei consumi, la gestione innovativa e lo scambio con la rete di distribuzione''. Quattro i punti principali su cui intervenire secondo Legambiente: semplificare le regole, investire nelle reti di Terna, certezze e nuove idee per incentivare gli impianti, introdurre un trasparente sistema di incentivo (riduzioni progressive e certezze per gli investimenti, da finanziare attraverso una carbon tax).

Naturalmente alla base di tutto serve ''spingere l'innovazione''.

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