Eolico offshore in Francia, piano da 15mld
A settembre gare impianti in Normandia, Bretagna e Languedoc
25 agosto, 12:38Nel futuro della produzione energetica in Francia non c'e' solo il nucleare di terza generazione. Il governo di Parigi prepara infatti un grosso piano d'investimento nell'eolico offshore, con il duplice obiettivo di aumentare la quantita' di energia prodotta da fonti rinnovabili e la speranza di stimolare la nascita di una filiera industriale su territorio francese del settore, finora obbligato ad affidarsi ad aziende estere, soprattutto tedesche.
Il progetto, spiega in un lungo articolo il quotidiano economico Les Echos, riguarda la costruzione di 600 aerogeneratori distribuiti in una decina di parchi eolici, al largo delle coste della Normandia e della Bretagna, nel nordovest, e del Languedoc-Roussillon, a sud, per una potenza installata di 3.000 megawatt, che diventeranno 6.000 nel 2020.
L'investimento iniziale, spiegano dal ministero dell'Ambiente francese, sara' di circa 10 miliardi di euro, pari ad un costo di 3,5 milioni per megawatt installato, e quello complessivo sui 10 anni arrivera' a una cifra ''tra i 15 e i 20 miliardi di euro'', tenendo conto della riduzione dei costi sul lungo termine. Le gare d'appalto per le prime installazioni in mare aperto si terranno nel prossimo mese di settembre, con una formula inedita. I progetti vincitori saranno tenuti sotto controllo per un periodo di ''eliminazione del rischio'' di 18 mesi, in modo da verificare che chi li ha presentati sia effettivamente in grado di fare quello che promette al prezzo pattuito. In questo modo, spiegano da Parigi, si vuole scongiurare il rischio che siano selezionati progetti attraenti su carta ma irrealizzabili, o destinati ad accumulare forti ritardi.
''Nel campo delle energie rinnovabili - spiega a Les Echos un responsabile dell'agenzia governativa francese per il settore - abbiamo avuto esperienze molto negative con le gare d'appalto. Il criterio del prezzo annulla tutti gli altri, e ci si ritrova con i progetti meno cari ma allo stesso tempo piu' fragili''. L'eolico offshore e' in effetti un settore ad elevato rischio di imprevisti, legati in particolare alla complessita' del fondo marino, che richiede studi preliminari complessi e approfonditi, dai costi molto elevati. Per questo, oltre che per l'ampiezza del progetto, ci si aspetta che alle gare d'appalto prendano parte grandi consorzi, formati da gruppi energetici attivi nell'eolico, come Gdf o Iberdrola, e produttori specializzati in tecnologie per l'energia, da Alstom a Siemens a General Electric.
Il governo francese, riferisce ancora Les Echos, preferirebbe soluzioni di questo tipo piuttosto che affidarsi a gruppi di medie dimensioni, privilegiando pero' progetti ''capaci di sfruttare le infrastrutture portuali e il savoir faire'' locali.
















