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Da inizio anno 32 città sotto scacco da smog

Rapporto Mal'aria di Legambiente, critica area padana

30 gennaio, 21:02

L'inquinamento dell'aria, in particolare le polveri sottili (su tutte il PM10) ma anche l'ozono, è ''fuori controllo''. E dall'inizio dell'anno, in appena 30 giorni, ci sono già 32 città messe sotto scacco dallo smog. Un problema che è ''responsabile di patologie e morti premature'', e che tocca soprattutto l'area della pianura padana e alcune città del centro-sud incluse Roma e Napoli.

Legambiente mette nero su bianco, nel rapporto 'Mal'aria 2015', i luoghi dell'inquinamento atmosferico in Italia individuando nel ''trasporto su strada'' una delle ''principali fonti inquinanti in città''. Proprio le aree urbane sono quelle più in sofferenza per lo smog: 32 capoluoghi hanno registrato dall'inizio dell'anno oltre 10 giorni di superamento della soglia massima quotidiana consentita di PM10 (piccolissime particelle che non devono superare la soglia giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, e per le quali è concesso uno sforamento massimo purché entro il limite di 35 superamenti in un anno).

In testa alla classifica per le polveri sottili di quest'inizio di anno ci sono Frosinone e Parma con 20 giorni di superamento del limite. Ma anche alcune grandi città del centro-sud come Roma (12 giorni) e Napoli (11). In generale, secondo il monitoraggio di Legambiente 'Pm10 ti tengo d'occhio', nel 2014 ci sono stati 33 capoluoghi su 88, pari al 37%, in cui almeno una centralina urbana ha superato il limite di giorni consentiti. Prima tra tutte queste è ancora Frosinone con 110 giorni di superamento; seguono Alessandria (86) e Torino, Vicenza e Benevento (77). Legambiente fa notare come Frosinone superi il limite addirittura di tre volte, Alessandria di due volte e mezza; Benevento, Vicenza, Torino, Lodi e Cremona sono oltre il doppio dei giorni consentiti, mentre Avellino, Milano, Venezia e Asti non lo doppiano per poco.

Tra le situazioni più preoccupanti per il PM10, il Veneto dove il 92% delle centraline supera il limite dei 35 giorni consentiti (a parte Belluno), poi Lombardia (68%), Piemonte (50%), Campania (44%), Lazio (33%), Emilia Romagna (30%). In Europa, dice Legambiente citando il 'Rapporto sulla Qualità dell'aria 2014' dell'Agenzia europea per l'Ambiente, ''il nostro Paese vanta il triste primato delle morti premature dovute ad inquinamento da ozono: circa 3.400 vittime all'anno (dati 2011), mentre per quanto riguarda le morti premature dovute alle polveri sottili (Pm2,5) ci siamo attestati al secondo posto con circa 64.000 vittime, dietro solo alla Germania''. Per Legambiente, nonostante qualche miglioramento, ''i livelli di esposizione dei cittadini rimangono elevati''. Ed è per questo l'associazione chiede un Piano urgente di intervento.

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