Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Rifiuti & Inquinamento > Gange, "bonifica entro il 2018"

Gange, "bonifica entro il 2018"

Fiume sacro per induisti, ma anche fra i più inquinati al mondo

16 gennaio, 11:09
India: Gange,governo promette bonifica 'entro il 2018' India: Gange,governo promette bonifica 'entro il 2018'

Dopo tanti fallimenti e promesse mancate, l'India rilancia il progetto di risanamento del Gange, il fiume sacro per milioni di induisti ma con un tasso di inquinamento record a causa degli scarichi fognari e industriali, oltre che delle cremazioni che avvengono senza sosta sulle sue sponde. Il governo del premier Narendra Modi, un devoto della 'madre Ganga', ha garantito di ripulire le acque del fiume entro il 2018, prima delle prossime elezioni.

Lo ha assicurato ieri alla Corte Suprema, il massimo organo giudiziario indiano che su pressione degli ambientalisti aveva messo in dubbio la possibilità di realizzare la bonifica entro lo scadere del mandato del governo guidato dalla destra del Bjp. La notizia giunge all'indomani del macabro ritrovamento di oltre 100 cadaveri lungo un canale nel distretto di Unnao, nell'Uttar Pradesh, non lontano da un 'ghat', il luogo dove avvengono i bagni rituali e le cremazioni. Da quanto è emerso sarebbero corpi abbandonati da famiglie povere che non potevano permettersi il costo di una pira funebre come prescrive la tradizione indù. Osservando polemicamente che "negli ultimi 30 anni non è stato fatto nulla", il giudice S.Thakur ha chiesto al governo di fissare una scadenza per il suo ambizioso piano. "Il progetto sarà completato entro il 2018 - ha risposto il rappresentante del governo ('solicitor general') Ranjit Kumar - e non andrà oltre al 2019 quando scade questa legislatura".

Il piano del governo prevede 80 impianti di trattamento delle acque nella città rivierasche. Di questi 24 sono già funzionanti. Sono inoltre stati individuati 118 centri urbani che scaricano direttamente nel fiume i reflui e che dovranno dotarsi di depuratori. Lo scorso settembre, la Corte Suprema aveva chiesto all'esecutivo di Modi di "presentare un piano concreto" per la bonifica, e non un 'libro dei sogni' che "richiede 200 anni per essere realizzato". Il leader della destra indiana, salito al potere a maggio con una larga maggioranza, ha posto il risanamento del Gange tra le priorità del suo governo.

Dopo la vittoria elettorale, in un gesto altamente simbolico, era andato a Benares (Varanasi), la città sacra delle cremazioni, per "ringraziare" la dea Ganga, come è chiamata dai fedeli indù. Il progetto di risanamento è tra le opere inserite nella legge di Bilancio 2014-2015. A finanziarlo sarà anche Banca Mondiale con un contributo di un miliardo di dollari. Mentre il Giappone ha promesso di dedicare al recupero ambientale del fiume (lungo 2.500 chilometri) una parte del totale dei 34 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture stanziati in India nei prossimi cinque anni.

L'inquinamento più allarmante è causato dagli scarichi industriali, in particolare nell'area di Kanpur (in Uttar Pradesh) dove si conciano le pelli e dalle attività religiose, come l'immersione delle statue delle divinita' nelle feste religiose. Ma anche le fogne provocano un altissimo tasso di colibatteri che rendono rischiosi i bagni 'purificatori', un obbligo per ogni pellegrino induista in occasioni speciali come il Makar Sankranti, che si celebra in questi giorni e che segna l'ingresso del Sole nella costellazione del Capricorno, evento considerato come l'inizio della primavera.

Secondo uno studio scientifico pubblicato nel 2012, le acque del Gange contengono una quantità elevata di metalli pesanti e sostanze cancerogene che costituiscono un serio pericolo per la salute di decine di milioni di indiani che vivono nel suo bacino. Il primo progetto di bonifica fu lanciato nel 1984 dal primo ministro Rajiv Gandhi (il marito dell'italiana Sonia), ma fu abbandonato dopo pochi anni. E' stato rispolverato nel 2009 con il nome di "Mission Clean Ganga" dall'ex primo ministro Mannohan Singh che aveva anche fissato una scadenza, il 2020, per rimuovere tutti gli scarichi delle fognature e delle fabbriche.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA