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Ilva,già rispettate prime scadenze piano ambientale

Per risanamento emessi ordini per 580 milioni

15 maggio, 16:04
Ilva,già rispettate prime scadenze piano ambientale Ilva,già rispettate prime scadenze piano ambientale

Il piano ambientale per l'Ilva, secondo Legambiente, presenta "un preoccupante quadro di incertezze nei tempi di attuazione, che risente della carenza di liquidità a disposizione del Commissario e che mal si concilia con l'esigenza prioritaria della tutela della salute di cittadini e lavoratori. La partita - sottolinea Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto - si gioca soprattutto con il piano industriale e le decisioni riguardanti l'innovazione tecnologica''. A queste osservazioni, la gestione commissariale dell'Ilva replica che le prime scadenze del piano ambientale sono già state rispettate.

L'associazione ambientalista precisa che ''quanto alle prescrizioni, molte proposte che gli esperti nominati dal Ministro per l'Ambiente avevano formulato in sede di revisione della loro prima ipotesi di piano, non sembrano essere state prese in considerazione, a cominciare dal biomonitoraggio che riteniamo di particolare rilievo per valutare le effettive ricadute sull'ambiente e, di conseguenza, anche sulla salute, delle emissioni dell'impianto''. Il Piano, osserva Legambiente, ''comporta un'ulteriore dilatazione nei tempi di realizzazione degli interventi previsti dall'Aia. Per rendere compatibile lo stabilimento con la città non basta intervenire sul risanamento degli impianti: occorre modificare il ciclo produttivo, eliminare o ridurre drasticamente l'apporto di cokeria ed agglomerato, sottoporre - conclude l'associazione ambientalista - l'intera operazione a valutazione del danno sanitario ed ambientale. In mancanza continuiamo a ritenere indispensabile ridurre in modo consistente la produzione autorizzata di acciaio''.

L'azienda spiega che in merito alla copertura dei Parchi minerali, "anche se il Dpcm prevede la consegna del progetto entro l'8 giugno prossimo", questo "è stato già presentato al ministero dell'Ambiente il 28 dicembre scorso ed è in attesa della Valutazione d'impatto ambientale''. Analogamente per la copertura del Parco fossile, ''anche se il Dpcm prevede la consegna del progetto entro l'8 luglio prossimo", il progetto "è stato presentato allo stesso ministero il 28 febbraio scorso e il procedimento autorizzativo è stato unificato con quello per il Parco minerale, quindi anche questo è sottoposto a Via''.

L'Ilva precisa poi che, in relazione al Parco loppa, ''il Dpcm (Decreto del presidente del consiglio dei ministri, ndr) ha sbloccato l'autorizzazione del Suap (Sportello unico per le attività produttive, ndr) di Taranto che dovrebbe consentire a breve l'avvio dei lavori di costruzione'' e che ''i parchi calcare 1 e 2 sono in corso di costruzione'', mentre per i parchi Omo (acronimo di Omogeneizzato, frutto della miscela di più minerali), Agl (Agglomerato) Sud e Agl Nord ''è stata eseguita la pre-caratterizzazione dei terreni propedeutica alle attività di scavo e quindi all'avvio dei lavori''. La copertura dei nastri di trasporto materiali, puntualizza l'azienda, ''è al 38%, quota superiore al 35% indicata dal Dpcm all'8 giugno prossimo''. Di fabbricati, inoltre, ''ne sono stati chiusi 8, anche se il Dpcm prevede la chiusura di 5 edifici entro l'8 luglio prossimo''. 

Malgrado "le note difficoltà finanziarie e le ben immaginabili difficoltà tecniche" connesse alla realizzazione del piano ambientale, "anche i lavori relativi alle altre prescrizioni stanno procedendo secondo i programmi con l'obiettivo di rispettare le date previste" sottolinea poi l'Ilva precisando che "a oggi sono stati emessi ordini per 580 milioni di euro e numerosi cantieri sono in attività, anche se iniziano a manifestarsi rallentamenti da parte delle imprese, connessi con le difficoltà finanziarie". L'Ilva è in attesa dell'autorizzazione del Comune di Taranto per l'installazione di cappe mobili, già costruite, da utilizzare "nel periodo transitorio - osserva l'azienda - in attesa della realizzazione dell'impianto definitivo per la granulazione delle scorie". Altri motivi "di preoccupazione - conclude la nota della gestione commissariale - derivano dai tempi per l'ottenimento delle autorizzazioni e dal fatto di non avere ancora disponibili le due discariche interne, pur previste da una norma di legge".

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