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Legambiente, in Italia 490 mln ton. emissioni CO2
Quasi il 60% da produzione energia e trasporti. Quarti in Europa
16 aprile, 14:26 (ANSA) - ROMA, 16 APR - Le emissioni di CO2 sono stimate in
490 milioni di tonnellate equivalenti nel 2011, circa il 5% in
meno dei livelli del 1990. A dare il contributo maggiore per
quasi il 60% la produzione di energia (31%) e i trasporti (27%).
Questo quanto emerge dal rapporto di Legambiente 'L'Italia oltre la crisi. Ambiente Italia 2013', presentato oggi alla Camera.
Dopo produzione di energia e trasporti, a emettere di piu' sono l’energia per usi civili il 20%, l’energia per l’industria il 14%, l’agricoltura il 7,8%, i processi industriali il 7,5%, e i rifiuti il 4,2%. L’Italia, si spiega nel report, rimane il quarto Paese europeo per emissioni dopo Germania, Regno Unito e Francia. Per Legambiente ''meno efficaci'' sono ''i risultati sulle emissioni polveri sottili, particolarmente rilevanti sotto il profilo sanitario, che si sono ridotte su scala europea del 26% (del 17% in Italia) sul periodo 1990-2010, ma sono cresciute nel 2010 rispetto al 2009 (sia nella Ue sia in Italia)''. Inoltre, ''la riduzione delle emissioni di metalli pesanti, in alcuni casi altamente tossici e cancerogeni, e' stata rilevante su scala europea, ma molto piu' bassa in Italia''. Infine, ''anche per gli inquinanti organici persistenti, come i PCB o le diossine, le riduzioni conseguite in Italia sono state meno ampie rispetto a quelle medie europee''. (ANSA).
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Questo quanto emerge dal rapporto di Legambiente 'L'Italia oltre la crisi. Ambiente Italia 2013', presentato oggi alla Camera.
Dopo produzione di energia e trasporti, a emettere di piu' sono l’energia per usi civili il 20%, l’energia per l’industria il 14%, l’agricoltura il 7,8%, i processi industriali il 7,5%, e i rifiuti il 4,2%. L’Italia, si spiega nel report, rimane il quarto Paese europeo per emissioni dopo Germania, Regno Unito e Francia. Per Legambiente ''meno efficaci'' sono ''i risultati sulle emissioni polveri sottili, particolarmente rilevanti sotto il profilo sanitario, che si sono ridotte su scala europea del 26% (del 17% in Italia) sul periodo 1990-2010, ma sono cresciute nel 2010 rispetto al 2009 (sia nella Ue sia in Italia)''. Inoltre, ''la riduzione delle emissioni di metalli pesanti, in alcuni casi altamente tossici e cancerogeni, e' stata rilevante su scala europea, ma molto piu' bassa in Italia''. Infine, ''anche per gli inquinanti organici persistenti, come i PCB o le diossine, le riduzioni conseguite in Italia sono state meno ampie rispetto a quelle medie europee''. (ANSA).










