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A Palermo allarme rosso rifiuti

Societa' raccolta verso fallimento, cittadini esasperati

13 aprile, 17:39

(di Ruggero Farkas)

PALERMO - E' allarme rosso a Palermo per la raccolta dei rifiuti che va a rilento a causa dell'agitazione (con blocco dello straordinario) e delle assemblee del personale addetto perche' Amia e Amiaessemme, le aziende preposte al trattamento dei rifiuti e alla pulizia di strade, rischiano il fallimento.

Alcuni giorni fa il Tribunale di Palermo ha rigettato la proposta di concordato, e non ha dichiarato il fallimento probabilmente per dare tempo al Comune, al prefetto e al ministero di attuare un piano di emergenza.

La citta' e' costellata di cumuli di immondizia fotografati dai numerosissimi turisti che si aggirano per il centro storico sotto un cielo estivo.

Anche la scorsa notte sono stati incendiati cassonetti in diverse zone: da via Ernesto Basile, a via Lascaris, da via Lincoln a via Lanza di Scalea. Ieri alcuni residenti del quartiere Brancaccio hanno rovesciato contenitori pieni di rifiuti al centro delle carreggiate per protesta bloccando il traffico.

Amia e Amiaessemme hanno 2.252 dipendenti e un buco di 125 milioni di euro (anche se i tre commissari straordinari parlano di decine di milioni di crediti vantati nei confronti dei comuni). Un numero esorbitante, spesso contestato da diversi esponenti politici. Ma basta fare un confronto con la societa' il Quadrifoglio che si occupa dei servizi ambientali di Firenze e di altri 11 comuni dell'hinterland, che ha circa 800 impiegati. I dipendenti di Amia sono 1.554: gli addetti alla raccolta sono 894, di questi i netturbini che si occupano della differenziata sono 434. Altri 150 sono gli operai che svolgono il servizio di manutenzione delle strade e aziendale; altre 329 persone, invece, si occupano di impianti (82) e logistica (242).

I dipartimenti affari del personale (32), affari legali (24), amministrazione e finanza (67) e direzione generale (48), infine, ne contano 171.

Nella societa' 'figlia', l'Amiaessemme, dove lavorano 863 persone, 698 svolgono mansioni di diserbo, spazzamento delle strade, svuotamento dei cestini, pulizia dei mercatini e altri servizi: 165, invece, sono addetti al servizio di pulizia delle caditoie.

Per risolvere la vertenza secondo il sindaco Leoluca Orlando, gli scenari possibili sono due: la dichiarazione di fallimento e contestuale nomina di un curatore fallimentare da parte del tribunale che dovrebbe anche incaricarlo di assicurare la prosecuzione dei servizi e delle attivita', mentre il Comune ne garantirebbe la copertura economica, o in alternativa la requisizione della societa' da parte del Prefetto che dovrebbe affidarla al Comune.

E sulla citta' dolente che sulle foto pubblicate sui social network appare come un enorme immondezzaio si staglia anche la polemica sulla gestione dei tre commissari che hanno portato l' azienda al fallimento: il consigliere comunale Francesco Bertolino ha presentato un'interrogazione al sindaco per chiedere anche ''se sia veritiero che l'esatto compenso che i commissari straordinari, di nomina ministeriale, dell'Amia abbiano percepito nel 2010 pari un compenso di 687.546,43 euro per ciascuno, e che durante il loro mandato, tale compenso sia stato incrementato fino all'importo di 702.345,32 sulla base di presunti buoni risultati di gestione raggiunti''.

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