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Tar, verifiche su impianti Lazio. Clini,evitare emergenze

Giudici, relazione entro 20 giorni. Ministro,mio piano legale

22 marzo, 21:05
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ROMA - Verifiche sull'effettiva capacità degli impianti di trattamento dello stabilimento di Colfelice ma anche di quelli di Roma. Uno stop dal Tar del Lazio al piano rifiuti per il Lazio del ministro dell'ambiente Clini che si dice 'sorpreso' ma pronto a fare di tutto per evitare l'emergenza "e bloccare la procedura presso la corte europea di giustizia".

Oggi il Tar ha deciso che il ministero entro 20 giorni dovrà consegnare ai giudici una relazione tecnica sulla capacità reale di trattamento dei rifiuti dell'impianto S.A.F. di Colfelice "allo scopo di verificare - si legge nell'ordinanza - se detta capacità coincida o meno con quella autorizzata" ma anche per conoscere la "situazione attuale degli impianti di identica funzione di Roma Capitale". Il piano prevede infatti che i rifiuti di Roma vengano trattati anche in altri impianti del Lazio.

Le richieste del Tar sono preliminari alla valutazione dei ricorsi proposti dai Comuni di Colfelice e San Giovanni Incarico per contestare i decreti relativi allo smaltimento dei rifiuti di Roma in Ciociaria. In particolare, si chiede di verificare e indicare: "se e in che misura la struttura dell'impianto di Colfelice disponga di risorse organizzative e umane sufficienti ad adempiere alle incombenze e a far fronte al surplus di attività richiesto".

Pronta la replica del ministro Clini. "L'ordinanza del Tar é a dir poco sorprendente -afferma- si chiede al Ministero di accertare ciò che da mesi è stato già accertato, che è stato oggetto di un analogo ricorso al Tar e di una decisione di secondo grado del Consiglio di Stato che ha sancito la perfetta legalità del piano del ministero dell'Ambiente per il pieno utilizzo degli impianti di Tmb nel Lazio".

In pratica, rileva Clini, "dietro il paravento dei formalismi giuridici siamo in pieno 'bis in idem'. E' noto infatti che una precedente ordinanza del Tar, che aveva sospeso un decreto del ministro in merito alla piena utilizzazione impianti del Lazio, è stata annullata dal Consiglio di Stato che ha acquisito le stesse informazioni già trasmesse al Tar. Informazioni fornite dal Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri - prosegue il ministro - che ha certificato la capacità degli impianti in relazione alle loro caratteristiche e alle autorizzazioni ricevute e che sono esattamente le informazioni che oggi il Tar chiede al Ministero. Una sorta di 'ritorna alla casella di partenza' che l'emergenza rifiuti esistente nel Lazio non può sostenere, pena gravissime conseguenze". "Inoltre - sottolinea il ministro - la decisione interlocutoria del Tar su una materia già decisa potrebbe rafforzare le ragioni della Commissione Europea che ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia per la gestione dei rifiuti del Lazio, vanificando gli sforzi per evitare tutto ciò".

Il ministero dunque "intende procedere sulla base del programma stabilito con Ama e con gli esercenti di tutti gli impianti esistenti nel Lazio al fine di riportare la legalità nella gestione dei rifiuti della regione e bloccare la procedura presso la Corte di Giustizia".

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