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Nucleare: Galletti, sito deposito nazionale forse a inizi 2016

Pigliaru, mai deposito in Sardegna

07 aprile, 16:50
Nucleare: Galletti, sito deposito nazionale forse a inizi 2016 Nucleare: Galletti, sito deposito nazionale forse a inizi 2016

"Nessuna decisione è stata presa e non abbiamo ancora ufficialmente l'individuazione dei siti adatti ad ospitare il deposito unico di scorie nucleari, perché il mio ministero insieme al Mise sta valutando se la Sogin, che ha individuato i siti, ha tenuto in considerazione bene le linee guida che l'Ispra aveva dato per l'individuazione del sito. E saranno tantissime le aree individuate in tutta Italia". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, a Cagliari per partecipare ad un convegno sulla tutela dell'ambiente e sviluppo sostenibile, organizzato dalla Fondazione Banco di Sardegna.

Il ministro al suo arrivo è stato accolto da un gruppo di manifestanti del comitato "No Nucle e No Scorie", che lo hanno contestato ricordandogli del referendum del 2011 con il quale i sardi hanno espresso la contrarietà per la dislocazione nell'Isola di centrali o scorie nucleari. L'esponente del Governo ha spiegato che "non c'è un territorio candidato naturale" e che tantomeno lo è la Sardegna, che anzi, "rispetto ad altre zone, ha un problema in più che che è quello del trasporto. Quindi ha i pro e i contro come tutte le altre zone". "Esiste un procedimento molto lungo e molto complesso per individuare il sito del deposito unico delle scorie nucleari, che si concluderà probabilmente con l'inizio dell'anno nuovo" ha spiegato il ministro aggiungendo che "oggi si sa concludendo il procedimento per l'individuazione di tutti i siti in Italia adatti morfologicamente ad ospitare il deposito. Dopo di che ci sarà una fase di confronto pubblico, che durerà quattro mesi, con tutte le popolazioni interessate e alla fine ci sarà una conferenza nazionale nella quale, se alcuni comuni vorranno ospitare il sito perché oggi è sicuro e porta posti di lavoro e ricerca, si sceglierà il sito. Se non ci dovessero essere popolazioni o comuni interessati - ha aggiunto il ministro - allora ci sarà la nomina di un comitato interministeriale che deciderà il sito, ma sarà tra molti mesi. Alla fine credo che non si arriverà alla costituzione del comitato interministeriale, ma oggi non lo posso dire". "Capisco che in Sardegna c'è molta attenzione - ha concluso - su questo tema sarà mio compito tenere presente anche questo".

Cappellacci (Fi), non si può sovvertire il referendum "Nessun finto confronto pubblico, nessun comitato interministeriale possono sovvertire il pronunciamento democratico del 97% dei sardi, che ha detto un chiaro no alle scorie nucleari nell'isola". Ugo Cappellacci, consigliere di Forza Italia, ribadisce ancora una volta la netta contrarietà all'ipotesi che la Sardegna venga scelta come sede del deposito nazionale delle scorie radioattive. "Non esiste una volontà più forte - sottolinea - né una consultazione più pubblica, trasparente e democratica di un referendum. Un Governo di eletti da nessuno non può permettersi neanche di rimettere in discussione la decisione di un intero popolo. Dietro le parole fumose di Galletti c'è solo un rinvio delle decisioni perché il Governo Renzi vuole scavalcare il periodo elettorale. Le parole fumose non ci interessano: dicano chiaramente che la Sardegna non sarà scelta come deposito e si assumano per una volta la responsabilità delle loro scelte. Quando invece - conclude l'ex governatore - un Governo che campa di annunci quotidiani si nasconde dietro il segreto, non possiamo che denunciare questo silenzio e continuare a batterci affinché la Sardegna non venga messa di fronte al fatto compiuto da chi ipotizza di trasformarla nella pattumiera nucleare d'Italia".

Pigliaru, mai deposito in Sardegna "Sulla Sardegna grava già il peso eccessivo delle servitù militari: il deposito delle scorie sarebbe una nuova servitù che non vogliamo". Così il governatore Francesco Pigliaru incontrando negli uffici della presidenza a Cagliari il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, accolto stamattina al suo arrivo nel capoluogo dalla contestazione dei Comitati "No Nucle No Scorie". "Il nostro è un no deciso", ha ribadito nel colloquio a quattr'occhi il presidente della Regione confermando "il sentimento della comunità sarda su questo argomento e quanto personalmente" aveva dichiarato in Consiglio regionale. Al rappresentante del Governo, Pigliaru ha consegnato copia della lettera già inviatagli nei giorni scorsi dall'assessore dell'Ambiente Donatella Spano, in cui veniva ripresa anche la posizione contraria dell'Anci e quindi la voce delle comunità locali. Affrontando la questione bonifiche, Pigliaru e Galletti hanno concordato un aggiornamento operativo da farsi entro il mese di aprile a Roma, con un tavolo tecnico-politico per l'aggiornamento e l'accelerazione di tutte le procedure in corso. Sul dissesto idrogeologico entrambi, poi, hanno ribadito la necessità di velocizzare la progettazione esecutiva, procedendo sul tracciato virtuoso che la Regione Sardegna ha avviato in questi mesi. E sul tema 'caldo' dei rifiuti, il ministro ha richiamato quanto già espresso nel corso del suo intervento al convegno di questa mattina sull'inceneritore di Tossilo: "Il termovalorizzatore è preferibile al conferimento in discarica, per rispettare gli orientamenti comunitari che prevedono in prospettiva il superamento della discariche, e la Regione Sardegna, nella sua autonomia, farà la sua parte per il raggiungimento di questo obiettivo".

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