Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Nucleare > E' top secret la relazione Ispra sul Deposito nucleare

E' top secret la relazione Ispra sul Deposito nucleare

Consegnata a ministeri Ambiente e Sviluppo

15 marzo, 13:04
Top secret relazione Ispra su Deposito nucleare Top secret relazione Ispra su Deposito nucleare

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha concluso l'esame della mappa stilata dalla Sogin delle aree su cui potrebbe essere costruito il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Come la mappa, anche la relazione dell'Ispra è 'top secret' ed è stata consegnata ai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico. Sul proprio sito web l'Ispra spiega infatti che la relazione, "considerata la riservatezza attribuita dalla Sogin", è anch'essa riservata "e sarà tale sino alla pubblicazione della Carta da parte della Sogin".

La società di Stato che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi aveva consegnato ad Ispra il 2 gennaio scorso la mappa delle aree potenzialmente idonee a ospitare il Deposito Nazionale Nucleare per circa 75mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensita'. Secondo il timing stabilito dalla procedura, l'Ispra aveva due mesi - quindi ha ritardato di una decina di giorni - per verificare il rispetto da parte di Sogin dei criteri indicati nella 'Guida tecnica per la localizzazione' stilata dall'Ispra e poi validarla.

Ora, nell'arco di un mese, e' atteso il nulla osta dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per rendere pubblica la Carta e il Progetto preliminare. La Sogin stima un investimento di circa 1,5 miliardi di euro per la realizzazione del Deposito, circa 1.500 occupati l'anno per quattro anni e 700 posti di lavoro per la gestione.

Quindici i criteri di esclusione delle aree su cui potra' essere costruito il deposito all'interno di un Parco tecnologico (che prevede un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, per attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato). Escluse aree vulcaniche attive o quiescenti, localita' a 700 metri sul livello del mare o ad una distanza inferiore a 5 chilometri dalla costa, aree a sismicita' elevata, a rischio frane o inondazioni e le 'fasce fluviali', dove c'e' una pendenza maggiore del 10%. No ad aree naturali protette, che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati, quelle a distanza inferiore di un chilometro da autostrade e strade extraurbane principali e ferrovie. Individuate le aree potenzialmente idonee, ci saranno successive indagini a livello regionale e valutazioni socio economiche.

Dopo il via libera dei ministeri, partira' la consultazione pubblica, che culminera' in un Seminario Nazionale, dove saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti e interessati. Intanto, dal 2 febbraio scorso, sul web, è partita una campagna informativa diffusa di Sogin "Scriviamo insieme un futuro piu' sicuro", rivolta al pubblico. Intanto, una levata di scudi è già partita in Sardegna e in Emilia Romagna contro la possibilità che vi sia costruito il deposito. Ma questa volta si vuole cercare un dibattito pubblico per evitare una replica del 2003 quando la protesta di Scanzano Jonica, in Basilicata, individuata da Governo per costruire un deposito interrato, costrinse l'Esecutivo a rinunciare.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA