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Cameron, nucleare è settore vitale e assicura lavoro

Accordo per centrale con Edf. Polemiche su costi

21 ottobre, 20:11

(di Anna Lisa Rapana')
LONDRA - Il primo ministro David Cameron si e' fatto trovare sul posto, ad Hinkley Point nel Somerset, mentre veniva annunciato ufficialmente oggi l'accordo concluso tra il governo britannico e il colosso francese dell'energia Edf per la costruzione di una nuova centrale nucleare (due reattori). Firma, giunta dopo un anno di trattative - e una inedita apertura a investitori cinesi - che per Cameron e' "di importanza vitale'' ha detto.

''Per il settore energetico, ma anche per il Paese intero che ha bisogno di una approccio di lungo termine per la nostra economia, per l'energia, per la tecnologia, per il nostro successo sul piano economico'', ha sottolineato Cameron, garantendo che questa operazione assicurera' lavoro: ''Voglio che la Gran Bretagna sia in grado di pensare in grande, voglio che il nostro sia un Paese in grado di portare avanti progetti di questa importanza".

L'annuncio giunge pero' in un memento di particolare tensione nel dibattito politico interno, dove proprio le politiche sull'energia sono al centro di polemiche, soprattutto dopo i recenti dati -e confermati tra l'altro proprio oggi- che i costi del consumo energetico sono destinati ad aumentare, anche oltre il 9%. Costoso pero' resta anche l'accordo con i francesi che costruiranno i due reattori di nuova generazione della centrale in Inghilterra: a rallentare le trattative era stata la mancata intesa sul cosiddetto 'strike price', ovvero il prezzo garantito per l'erogazione di elettricita' prodotta dalla centrale. 'La quadra' si e' trovata attorno alla cifra di 92,50 sterline per megawatt ora, quasi il doppio rispetto ai prezzi attuali. Non un dettaglio per gli scettici sul nucleare, gli ambientalisti in particolare, che gridano allo scandalo sostenendo che si poteva spendere molto meglio e a vantaggio dei cittadini, puntando sull'energia solare per esempio.

Il governo si difende e rilancia, affermando che si tratta di una svolta di straordinaria importanza in una visione di lungo periodo: si tratta della prima centrale nucleare che verra' rinnovata e potenziata nel Paese in una generazione, e questo nonostante Londra non abbia mai abbandonato il settore a differenza di altri paesi europei (Germania e Italia per esempio). Al momento l'impianto di Hinkley produce circa l'1% della totale produzione di energia nel Regno Unito, ma si prevede che raggiunga il 7% quando l'impianto sara' a regime, nel 2023. ''Stiamo vivendo una crisi energetica - ha detto il ministro dell'Energia Ed Davy - se la gente a casa vuole continuare a poter guardare la televisione, accendere il bollitore e beneficiare dell'elettricita', dobbiamo fare questo tipo di investimenti''.

Soddisfatta la controparte: il numero uno di Edf, Vincent de Rivaz, ha definito l'accordo ''buono, giusto e bilanciato per i consumatori, il Regno Unito e Edf''. Ma la vera novita' e' la presenza cinese nel consorzio che Edf guida e che lavorerera' sull'impianto. Un inedito assoluto. Lo aveva annunciato il cancelliere dello Scacchiere George Osborne la scorsa settimana, a conclusione di una missione economica di cinque giorni in Cina, rivelando che Londra avrebbe dato luce verde alla partecipazioni - anche maggioritarie - di societa' cinesi in progetti nucleari nel Regno Unito.

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