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Tunisia potrebbe avere centrale nucleare

Entro 2020, coprira' quasi 20% domanda interna

08 maggio, 18:08
TUNISI - La Tunisia potrebbe avere la sua prima centrale nucleare entro il 2020. L'impianto produrrebbe 900 MW, pari a poco meno del 20 per cento del suo fabbisogno, a fronte di una domanda della macchina economica nazionale pari a 6.000 megawatt di energia elettrica al giorno.

Oggi il Paese produce solo meta' del suo fabbisogno, cosa che ha comportato la riduzione della potenza erogata soprattutto in coincidenza dei picchi di consumo che si registrano in estate, con la conseguente e necessaria adozione di una politica di contenimento. La Steg, l'ente energetico tunisino, ha avviato ufficialmente lo studio di fattibilita' per la costruzione di centrale nucleare che possa essere completata entro il 2020. Alla base della decisione c'e' il fatto che l'energia contribuisce in modo significativo alla crescita economica ed a quella del Pil nei Paesi che ne dispongono a sufficienza. E' per questo che, a livello macroeconomico, il consumo pro capite annuo di energia e' ormai considerato un serio indicatore di prosperita'.

Gia' negli anni Ottanta erano stati avviati degli studi specialistici in Tunisia per la realizzazione di un reattore nucleare per la produzione di energia elettrica, ma erano stati abbandonati perche' in quel periodo la domanda di energia era ritenuta troppo debole per giustificare la realizzazione di un impianto dai costi molto elevati.

Come ha ricordato alla Tap, Ali Abaas, uno dei massimi responsabili dell'Ufficio nazionale delle Minisere, la Tunisia sara' obbligata a costruire una centrale nucleare a causa della diminuzione delle riserve di petrolio e di gas naturale dei Paesi produttori, ma anche per la crescente domanda locale, in un contesto energetico caratterizzato da un aumento dei prezzi dei combustibili.

Un aumento che, per l'amministratore delegato della Steg, Othman Ben Arfa, e' ancora piu' inquietante rispetto alle previsioni e che non lascia prevedere un significativo miglioramento della situazione nel medio e lungo termine.

''Tutti gli studi convergono sulla conclusione che il Ventunesimo secolo sara' caratterizzato da alti prezzi degli idrocarburi'', ha detto Ben Arfa, aggiungendo che ''questa osservazione conferma l'importanza della ricerca di alternative alla diversificazione dei combustibili per la produzione di energia elettrica, come l'introduzione del nucleare''.

Per la Tunisia l'assenza di miniere d'uranio potrebbe essere un forte handicap, ma il problema si potrebbe risolvere con tecnologie che ne consentano l'estrazione dai fosfati, di cui il Paese ha enormi risorse.

Abbas ha poi sottolineato che la comunita' internazionale e le strutture preposte al controllo del nucleare non hanno eccepito all'avvio di studi in Tunisia, considerando che il Paese non e' affatto un pericolo per la pace, che comunque soffre di un deficit energetico e non dispone ancora del personale e delle tecnologie necessarie per questo progetto.

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