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A due anni da tsunami ancora detriti nel Pacifico

Abe, impegno a rimozione rifiuti

11 marzo, 17:38
Giappone commemora 2/o anniversario sisma/tsunami Giappone commemora 2/o anniversario sisma/tsunami

TOKYO - Sono passati due anni dallo tsunami del Giappone e i detriti continuano a 'viaggiare' nell'Oceano Pacifico. Il monitoraggio condotto dalla National Oceanic and Atmospheric Administration statunitense (Noaa) rivela che però è ancora impossibile prevedere quanti di essi giungeranno fino alle coste americane.

Lo tsunami ha causato 27,6 milioni di tonnellate di detriti lungo la costa delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima. Il governo intende completare lo smaltimento delle macerie entro la fine di marzo 2014. Secondo il ministero dell'Ambiente, a fine gennaio e' stato smaltito il 46% dei rifiuti prodotti dalla catastrofe e il 18% di quelli causati dallo tsunami.

Lo tsunami ha risucchiato in mare imbarcazioni più o meno grandi,frammenti di moli, materiale connesso con la navigazione e con l'industria della pesca, ma anche alberi, parti di abitazioni e gli oggetti più disparati che in esse si trovavano. Nel corso degli ultimi due anni, la Noaa ha cercato di tracciare una mappa dei rifiuti che possono rappresentare un pericolo per la navigazione e per la fauna selvatica.

I ricercatori si sono potuti basare sulle testimonianze oculari dei marinai che si trovano sui pescherecci e sulle navi commerciali, oltre ad utilizzare particolari modelli di flusso basati sulle correnti e altri elementi. In questo modo – ha spiegato a Live Science, Nancy Wallace Direttrice del programma di rifiuti marini del Noaa - è stata raggiunta una migliore comprensione del modo in cui i detriti viaggiano attraverso gli oceani, sebbene siano ancora ignote le reali “dimensioni” del fenomeno. I giapponesi hanno calcolato che le macerie trasportate in mare dallo tsunami, ammontano a circa cinque milioni di tonnellate. C'é però “molta incertezza” sulla reale percentuale dei detriti che ancora galleggiano.

Il Giappone ha commemorato, oggi, con un minuto di silenzio il secondo anniversario del sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, causa della crisi nucleare di Fukushima. Commemorazioni si sono tenute nelle tre principali prefetture colpite (Miyagi, Iwate e Fukushima) dallo tsunami, mentre il premier Shinzo Abe, in una audizione parlamentare del mattino, ha rinnovato l'impegno del governo a ''promuovere i lavori di ricostruzione, compreso lo smaltimento dei detriti''.

Sul nucleare, malgrado le proteste sempre piu' numerose, Abe ha detto di voler riavviare quei reattori una volta accertata la sicurezza, in modo da garantire approvvigionamenti stabili di energia elettrica e di ridurre la bolletta energetica nazionale.

Secondo i dati dell'Agenzia per la ricostruzione aggiornati a inizio febbraio, sono circa 315mila gli sfollati che vivono in alloggi temporanei in tutto il Giappone. Circa 57.000 persone hanno lasciato la prefettura di Fukushima a causa dei timori sulle radiazioni, malgrado il governo abbia dichiarato a fine 2011 la stabilizzazione dei reattori danneggiati della centrale.

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