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Fukushima apre a giornalisti, prima visito post-disasro

Ministro emergenza, fiducia messa in sicurezza entro 2011

13 novembre, 22:09
GIAPPONE: FUKUSHIMA, PRIMA VISITA DEI MEDIA A CENTRALE GIAPPONE: FUKUSHIMA, PRIMA VISITA DEI MEDIA A CENTRALE

Gli sforzi di diverse migliaia di persone, tra tecnici, ingegneri e semplici operai, hanno portato la centrale nucleare di Fukushima alla fase di arresto a freddo entro fine anno e la messa in sicurezza dei reattori danneggiati dal sisma/tsunami dell'11 marzo. A otto mesi dalla più grave crisi dopo Cernobyl, i cancelli del disastrato impianto sono stati aperti ai media, per la prima volta. "Dal giorno del mio arrivo, poco dopo l'incidente, non c'é dubbio che i reattori siano stabilizzati", ha detto Masao Yoshida, responsabile della centrale gestita dalla Tepco. Tutto ciò, ha messo in guardia, non significa dire che "l'ambiente sia del tutto sicuro: le radiazioni restano elevate, così se si lavora qui ogni giorno, ci sono ancora pericoli".

Indossando tute speciali di protezione, una trentina tra tecnici tv, fotografi e giornalisti, di cui solo 4 in quota ai media stranieri, hanno avuto l'opportunità di ispezionare la struttura, sempre a bordo di due bus, con il ministro per l'Emergenza nucleare, Goshi Hosono. La radioattività, a circa 500 metri dai reattori, è stata rilevata in 50 microsievert/h: per avere un confronto, 3 ore di esposizione sono pari al quantitativo assorbito su un volo aereo Roma-Tokyo, mentre il tetto più elevato, segnalato sui bus dai contatori geiger, è stato trovato a 300, alla base dei reattori. La prima cosa che cattura lo sguardo all'ingresso della centrale è la mezza dozzina di gru di grandi dimensioni a segnare la skyline: su un grande campo ci sono poi i contenitori in cui, secondo la Tepco, sono stivate 90.000 tonnellate di acqua decontaminata da riversare in serbatoi in costruzione.

Su un gruppo di tende bianche circondate da sacchi neri di sabbia, che hanno lo scopo di proteggere i lavoratori dalle radiazioni, sventolano le bandiere di Usa, Francia e Giappone, i Paesi delle società che hanno fornito i macchinari che operano a pieno regime per ripulire l'acqua radioattiva accumulatasi. Quanto ai reattori danneggiati, il n.1 ha una struttura di protezione-copertura; il n.2, quello che aveva fatto temere la possibilità di ripresa della fissione nucleare, è praticamente intatto all'esterno; il n.3 è visibile danneggiato tanto da mostrare la struttura portante di cemento; il n.4, infine, mostra la gru verde della vasca del combustibile esaurito. Tra i reattori e l'oceano sono stati eretti nuove difese anti-tsunami, mentre ovunque sono visibili i segni dell'onda anomala di 14 metri dell'11 marzo. Nell'edificio più antisismico della centrale, diventato il quartier generale dell'emergenza, Hosono, fiducioso sull' obiettivo di messa in sicurezza entro fine anno, ha ringraziato i lavoratori, tutti rigorosamente uomini (oggi 1.600, contro i circa 3.200 dei giorni settimanali). "Ogni volta che torno (é la quarta visita da maggio, ndr), vedo condizioni migliorate grazie al vostro impegno". Ci sono "altri 30 anni di lavoro - ha detto quanto allo smantellamento dei reattori -. E' un processo lungo, ma ce la faremo"

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