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Orlando, premio a Monviso e' anche a sinergia con territori

Ministro, riconoscimento a 10 anni da quello a Selva Pisana

29 maggio, 15:03
ROMA - Il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando ha accolto con grande soddisfazione l'annuncio dato a Parigi con cui l'Unesco ha riconosciuto il Monviso nuova Riserva della Biosfera. ''La decisione - ha commentato - e' una splendida notizia per il Paese perche' arriva a dieci anni dall'ultimo riconoscimento italiano ottenuto nel 2003 per Selva Pisana. Lo straordinario patrimonio ambientale e la sua bellezza rappresentano per l'Italia un valore strategico fondamentale per promuovere nel mondo l'irripetibilita' del nostro territorio e consentirne quindi lo sviluppo sostenibile''.

Il riconoscimento dell'Unesco, ha continuato Orlando, ''rappresenta un premio al lavoro sinergico che il ministero dell'Ambiente ha portato avanti con le istituzioni interessate nella convinzione che i nostri preziosi sistemi naturali siano ineguagliabili fattori di sviluppo locale. Il ministero dell'Ambiente ha sempre curato e supportato con attenzione le aspettative delle comunita' che vogliono valorizzare le loro qualita' territoriali - ha concluso il ministro - e su questa direzione di marcia intensificheremo i nostri sforzi con sempre maggiore intensita'. Ci impegneremo ora, come ci ha richiesto la stessa Unesco, ad accelerare l'avvio della riserva transanazionale italo-francese attraverso un'azione congiunta tra il Parco del Monviso e il Parc de Queyras''.

Il riconoscimento dell'Unesco al Monviso - ricorda il ministero dell'Ambiente in una nota - e' il frutto della collaborazione tra il Comitato Nazionale Mab, guidato dal ministero dell'Ambiente, gli attori istituzionali del territorio - Parco Regionale del Po Cuneese, 88 Comuni e Regione Piemonte - i rappresentanti del mondo produttivo e le associazioni che hanno sostenuto negli anni passati tale candidatura con un forte coordinamento territoriale.

La Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera conta attualmente 621 siti. Ogni anno vengono proposte nuove aree come modelli globali per le politiche attive di conservazione, ricerca scientifica, educazione ambientale e sviluppo sostenibile, nonche' per la capacita' che dimostrano di fare rete ed aggregare tutte le componenti, pubbliche e private, in un disegno comune di sviluppo compatibile tra uomo e natura.

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