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Incendi in calo ma e' emergenza a Sud e isole

Legambiente, dato migliore da 18 anni, 70% comuni contro roghi

26 luglio, 19:42
Estate, tempo d'incendi boschivi Estate, tempo d'incendi boschivi

ROMA - L'Italia brucia di meno. Nel 2009 sono infatti diminuiti gli incendi boschivi, confermando il trend positivo riscontrato nel 2008 e facendo segnare il dato migliore degli ultimi 18 anni. Tuttavia il fenomeno dei roghi non pare attenuarsi al Sud e sulle isole, dove l'emergenza rimane, nonostante ormai il 70% dei comuni italiani abbia messo in campo attivita' di prevenzione anti-incendio. A disegnare i contorni di questo fenomeno e' il dossier 'Ecosistema incendi 2010' di Legambiente e Protezione civile, riferito al 2009.

MENO INCENDI MA PIU' ETTARI IN FUMO: nel 2009 il numero dei roghi in Italia e' calato, passando da 6.479 del 2008 a 5.422 del 2009, segnando la quota piu' bassa degli ultimi 18 anni e il 20% in meno rispetto al 2008. Il decremento degli incendi nel 2009 ha coinvolto il 16% dei comuni italiani contro il 19% del 2008. Tuttavia l'emergenza rimane soprattutto nell'Italia meridionale e insulare: nell'ultimo anno solo in Sardegna sono bruciati 37mila ettari di territorio, piu' della meta' di tutta la superficie italiana colpita dalle fiamme. Ma se il numero degli incendi si e' ridotto nell'ultimo biennio, e' aumentata invece la superficie percorsa dalle fiamme, passata da 65.393 ettari nel 2008 a 73.360 nel 2009. Solo nella provincia di Sassari tra luglio e agosto 2009 sono bruciati oltre 17mila ettari di territorio. ''Dall'introduzione del reato di incendio boschivo nel 2000 ad oggi, sono state 3.740 le persone denunciate e 131 quelle arrestate - aggiunge Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde - Nel 97% dei casi gli incendi sono causati dall'uomo, colposi o dolosi''.

UN COMUNE SU 3 IN RITARDO SU PREVENZIONE: nonostante in alcune regioni la lotta agli incendi abbia raggiunto un punto di svolta (l'Umbria nell'ultimo biennio e' riuscita a diminuire del 70% i municipi interessati dagli incendi, la Basilicata li ha dimezzati, e la Puglia li ha visti diminuire di un terzo), un comune su tre in Italia e' in ritardo sulla prevenzione anti-incendio. Anche se il catasto delle aree bruciate e' stato istituito nell'86% dei comuni colpiti da incendi nell'ultimo biennio, con l'affiancamento della Protezione civile, solo il 56% lo ha aggiornato nell'ultimo anno. ''Il catasto delle aree percorse dal fuoco - spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - e' l'unico strumento in grado di monitorare il territorio impedendone lo sfruttamento a fini speculativi''. Sul fronte dell'impegno degli comuni, il rapporto rileva come il 37% dei municipi abbia realizzato campagne informative, il 42% reti per l'avvistamento e il presidio delle aree boschive, e svolto una regolare pulizia dei terreni e attivita' selvicolturali per arginare l'innesco di piccoli focolai, mentre il 59% dei comuni ha supportato con accordi il volontariato di protezione civile specializzato nell'antincendio. Nel complesso, a 10 anni dalla Legge Quadro 353/2000, il 70% delle amministrazioni comunali svolge complessivamente un lavoro positivo di mitigazione del rischio incendi boschivi, dimostrando una crescente sensibilita' e attenzione verso la tutela dei boschi e delle aree forestali. Un buon risultato che pero' non puo' nascondere quel 30% di comuni che svolgono ancora un lavoro complessivamente negativo, di cui il 6% risulta gravemente inadempiente.

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