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Sammuri (Federparchi), manca accordo politico

Situazione più grave dove ci sono i commissari

03 novembre, 07:42
Giampiero Sammuri presidente di Federparchi Giampiero Sammuri presidente di Federparchi

di Stefania De Francesco
 "E' una situazione grave e la causa è la mancanza di un accordo politico sui nomi fra il ministro dell'Ambiente e il presidente della Regione o delle Regioni in cui si trova il parco commissariato". Parole chiare quelle del presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, che è anche presidente del parco dell'Arcipelago Toscano. Ricorda - conversando con l'ANSA - di aver evidenziato la questione sollevata oggi dalle nove associazioni ambientaliste poco più di un anno fa. Quella dei Parchi 'governati' da un commissario straordinario è "la situazione più grave, in quanto ha da solo tutti i poteri". E non per "qualche mese, come prevede una situazione straordinaria", sottolinea.

Gli argomenti degli ambientalisti, secondo cui metà dei parchi nazionali "sono allo sbando", "sono reali - aggiunge Sammuri - ed è vero che c'è un ritardo nelle nomine. Qualche anno fa la situazione era anche peggiore, perché c'erano più commissari, poi questa anomalia era stata azzerata". Il presidente di Federparchi racconta vari esempi di parchi senza presidente e con una battuta osserva che "va bene che la presidenza è importante, ma non stiamo parlando dell'amministratore delegato di Enel". L'indennità del presidente di un parco nazionale, spiega, è di 1.400 euro lordi al mese per 12 mensilità, mentre i consiglieri svolgono l'attività gratis. Quanto al budget, è fra i 2 e 3 milioni, di cui la metà per spese fisse. Il margine di un milione, dice Sammuri, è per la conservazione della natura.

"Anni fa - ricorda - ci fu un braccio di ferro sulla nomina del presidente dell'Arcipelago toscano fra il ministro Matteoli e il presidente della Regione Martini, il quale fece ricorso al Tar e vinse. Ma con una gestione politica, un accordo sui nomi si trova". Rilevando la gravità, anche se minore, di un parco con un vice presidente facente funzione e otto consiglieri, il presidente di Federparchi sostiene che "in un consiglio non ci sono maggioranza e opposizione come in Comune". Le nomine degli otto consiglieri, spiega, spettano una al ministero dell'Ambiente, una all'Ispra (che è l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale controllato dal ministero), una al ministero delle Politiche agricole, una agli ambientalisti e quattro alle comunità del Parco (sindaci, presidenti di Province e Regione).

Secondo Sammuri, "sei mesi prima della scadenza del presidente di un parco, si dovrebbe cominciare a lavorare affinché l'altro sia pronto per tempo. Comunque, forse sarebbe meglio modificare la normativa in modo che, in mancanza di accordo, dopo vari tentativi formali, decida il presidente del Consiglio dei ministri". Intanto, per le nomine ora in ballo, "spero che ci si sbrighi".

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