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Papa: clima è bene comune gravemente minacciato, è urgente agire

Galletti, accordo di Parigi decide il destino degli uomini

11 settembre, 16:03
Papa: clima bene comune gravemente minacciato, è urgente agire Papa: clima bene comune gravemente minacciato, è urgente agire

"Il clima è un bene comune, oggi gravemente minacciato: lo indicano fenomeni come i cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e l'aumento degli eventi meteorologici estremi". Così papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti al Meeting internazionale su "Giustizia ambientale e cambiamenti climatici - Verso Parigi 2015" promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. "Un tema la cui importanza e urgenza non possono essere esagerate", ha annotato il Papa rilevando che su questo problema "il grande nemico è l'ipocrisia". 

"Sono temi oggetto di grande attenzione da parte dei media e dell'opinione pubblica, e attorno ai quali sono in corso accesi dibattiti scientifici e politici, da cui è andato emergendo un consenso diffuso, anche se non unanime", ha aggiunto il Pontefice. "Non possiamo dimenticare le gravi implicazioni sociali dei cambiamenti climatici: sono i più poveri a patirne con maggiore durezza le conseguenze!". La questione del clima "è una questione di giustizia; e anche di solidarietà, che dalla giustizia non va mai separata. E' in gioco la dignità di ognuno, come popoli, come comunità, come donne e uomini" ha detto il Pontefice rivolgendo "a tutti un pressante invito a compiere ogni sforzo perché ai tavoli in cui si cerca il modo per risolvere l'unica e complessa crisi socio-ambientale possano far udire la propria voce i più poveri, tra i Paesi e tra gli esseri umani: è anche questo un dovere di giustizia ambientale". Per Papa Francesco "per portare frutto, il dialogo ha bisogno di essere ispirato da una visione tanto trasparente quanto ampia, e di procedere secondo un approccio integrale, ma soprattutto partecipativo, includendo tutte le parti in causa, anche quelle che più facilmente restano ai margini dei processi istituzionali".

"La scienza e la tecnologia mettono nelle nostre mani un potere senza precedenti - ha proseguito il Pontefice -: è nostro dovere, verso l'umanità intera e in particolare verso i più poveri e le generazioni future, utilizzarlo per il bene comune". "Riuscirà la nostra generazione a 'essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità'?", ha chiesto Bergoglio citando la sua enciclica Laudato si'. "Pur tra le molte contraddizioni del nostro tempo - ha continuato -, abbiamo ragioni sufficienti per alimentare la speranza di riuscire a farlo. E da questa speranza dobbiamo lasciarci guidare". 

"Di fronte all'emergenza dei cambiamenti climatici e con lo sguardo rivolto ai cruciali appuntamenti che nei prossimi mesi li affronteranno - l'approvazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile da parte delle Nazioni Unite alla fine di questo mese e soprattutto la COP 21 di Parigi a inizio dicembre -, mi sento di proporre che questo dialogo diventi un'autentica alleanza per arrivare ad accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci" ha detto il Papa.


Galletti, consapevoli che vertice Parigi può fallire ma andiamo con spirito giusto, fare sforzi per successo
''A tre mesi dalla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima tutti gli sforzi sono necessari affinché Parigi sia un successo'' ma avere allo stesso tempo ''la consapevolezza che può fallire può aiutarci ad affrontare'' il momento e ad ''andare li' con lo spirito giusto. O si vince tutti o si perde tutti''. Così il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti nel corso del meeting internazionale 'Giustizia ambientale e cambiamenti climatici'. ''La Conferenza di Parigi - osserva Galletti - può fallire e come dice Hollande ci sono troppi ritardi. Ma abbiamo tre mesi per sterilizzare la minaccia del fallimento. Parigi non è l'ultima spiaggia ma mi auguro che si istituisca una governance tra tutti i Paesi per monitorare gli impegni che assumeremo; già questo sarebbe un successo''. ''Parlare di 'giustizia ambientale' significa andare oltre la scienza e la tecnica - spiega il ministro - inserendo una pregiudiziale etica, un imperativo morale. Significa rendere evidente che esiste una più alta dimensione, quella dell'umanità nel suo complesso. Papa Francesco con la sua enciclica davvero 'universale' ha indicato con chiarezza questo tema: l'ecologia dev'essere 'integrale', cioè ambientale, economica, sociale. L'ecologia deve essere 'giusta'''. E' così che ''a noi spettano ora due mesi e mezzo di intenso lavoro'' prima di Parigi; ''l'Italia e l'Europa dovranno dimostrarsi all'altezza della sfida ed essere protagonisti attivi, motori politici di una intesa alta e giusta''.

Accordo di Parigi decide destino uomini,vero aiuti finanziari a Paesi poveri
''Quando parliamo di Parigi e dell'accordo da fare, ricordiamo si tratta di un'intesa che non riguarda solo la natura, le risorse, le fonti energetiche, le foreste da difendere: si tratta di un accordo che decide del destino degli uomini'' ha rilevato Galletti spiegando che bisogna ''entrare nel cuore del negoziato e leggerlo nella sua giusta dimensione etica e politica. Ci sono decine di Paesi che, date le condizioni di endemica povertà, naturalmente inquinano pochissimo e subiscono per converso le più gravi conseguenze dal surriscaldamento globale''. Infatti, prosegue Galletti, ''il vero nodo'' della Conferenza di Parigi è ''quello sui finanziamenti ai Paesi poveri. Per un accordo alto e valido sono contemporaneamente necessari: una riduzione delle emissioni attuali; un programma di interventi per mettere in sicurezza le aree più vulnerabili del Pianeta; risorse e tecnologie per consentire uno sviluppo sostenibile''. Poi non si può fare a meno di guardare in prospettiva: ''L'accordo di Parigi, per essere efficace, credibile, deve fare i conti non solo col Pianeta del 2015 ma anche con il Pianeta che vivremo tra 25 anni e con quello che vivranno i nostri figli. L'intesa di Parigi dovrà essere non solo uno strumento tecnico-diplomatico'' ma ''dovrà definire e finanziare un modello si sviluppo in cui la crescita della qualità di vita dell'umanità, di tutta l'umanità, con particolare attenzione per le aree più svantaggiate e povere''.

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