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Enciclica: Greenpeace, aiuta fine era combustibili fossili

Ognuno, religioso o laico, può e deve rispondere a questa chiamata

18 giugno, 17:35
(Foto d'archivio) (Foto d'archivio)

Greenpeace accoglie "con soddisfazione l'importante intervento di Papa Francesco nella battaglia comune dell'umanità per contrastare catastrofici cambiamenti climatici. Questa prima Enciclica sull'ambiente porta il mondo un passo più vicino al punto di svolta, quando abbandoneremo i combustibili fossili per abbracciare un mondo 100% rinnovabile, per tutti, entro la metà di questo secolo".
    Così il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo rilevando che "ognuno, religioso o laico, può e deve rispondere a questa chiamata con un'azione urgente e incisiva".
    "Come afferma l'Enciclica - prosegue Naidoo - l'ambiente è un patrimonio collettivo dell'umanità e la responsabilità della sua cura cade su noi tutti. Greenpeace ha sempre condiviso questa visione. Ecco perché, con il sostegno di milioni di persone, vogliamo impedire a Shell di trivellare nell'Artico per estrarre petrolio. Il passaggio dell'Enciclica in cui si afferma che 'la tecnologia basata sui combustibili fossili, altamente inquinanti devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi' è un chiaro messaggio diretto a investitori, amministratori delegati e leader politici affinché accelerino la rivoluzione energetica verso fonti pulite".
    Per Greenpeace "la critica a 'coloro che detengono la maggior parte delle risorse e del potere economico e politico che cercano di minimizzare alcuni degli impatti negativi dei cambiamenti climatici" è una risposta chiara ai negazionisti e a chi vuole ostacolare il progresso".
    Greenpeace apprezza "la chiarezza e il modo diretto con cui l'Enciclica sottolinea la debole risposta della politica internazionale ai cambiamenti climatici, con troppi interessi particolari che prevalgono sul bene comune", dichiara Martin Kaiser, a capo dell'Unità sul Clima di Greenpeace International.
    L'associazione ambientalista auspica infine che "la Banca del Vaticano si unisca al crescente movimento che sta disinvestendo da carbone, petrolio e nucleare per sostenere le energie rinnovabili, in sintonia con le parole di Papa Francesco. Così come auspichiamo un sostegno della Chiesa a una rivoluzione energetica a livello locale".
   

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