Letta, anche sviluppo verde per il rilancio
Investire su ambiente, energia e valorizzare bellezza territorio
30 aprile, 15:59ROMA - Lo sviluppo verde e' uno dei nuovi settori che puo' contribuire al rilancio industriale dell'Italia, bisogna investire su ambiente ed energia. E' uno dei punti contenuti nel programma di governo presentato dal presidente del Consiglio Enrico Letta alla Camera. Ma anche la valorizzazione del territorio puo' contribuire alla crescita, secondo il premier.
''Le nuove tecnologie - fonti rinnovabili ed efficienza energetica - vanno maggiormente integrate nel contesto esistente - ha detto Letta - migliorando la selettivita' degli strumenti esistenti di incentivazione, in un'ottica organica con visione di medio e lungo periodo''.
Parlando dei settori energetici, il presidente del Consiglio ha osservato che ''va completato il processo di integrazione con i mercati geografici dei Paesi europei confinanti. Questo implica, per l'energia elettrica, il completamento del cosiddetto market coupling e, per il gas, il completo riallineamento dei nostri prezzi con quelli europei e la trasformazione del nostro Paese in un hub''. E, poi, ha rilevato, ''episodi come quello dell'Ilva di Taranto non sono piu' tollerabili''.
L'ambiente, piu' in generale, deve essere 'valorizzato e custodito', anche perche' ha aggiunto Letta, ''serve anche per rilanciare il turismo e, soprattutto, attrarre investimenti.
Rimuoviamo quegli ostacoli che fanno si' che l'Italia per molti non sia una scelta di vita'' e oltre a ''puntare su cultura, motore e moltiplicatore dello sviluppo, o sulle straordinarie realta' dell'agro-alimentare. Questo significa - ha sottolineato il presidente del consiglio - valorizzare e custodire l'ambiente, il paesaggio, l'arte, l'architettura, le eccellenze enogastronomiche, le infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali''. La bellezza dei territori e' una risorsa cruciale per il Mezzogiorno, ha detto ancora, ''un patrimonio dissipato, un giacimento inutilizzato di potenzialita'. Dobbiamo mettere in condizione il Sud di crescere da solo, annullando i divari infrastrutturali e di ordine pubblico che l'hanno frenato, puntando sulle nuove imprese, in particolare le industrie culturali e creative, e sulla buona gestione dei fondi europei, come quella che ha caratterizzato l'operato del governo Monti''.










