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Clini, non ci sono piu' scuse, Ilva ora deve correre

Garante e Ispra, azienda non rispetta Aia

10 aprile, 20:17

ROMA - "Adesso non ci sono più scuse per nessuno. L'azienda deve correre, le amministrazioni locali devono essere impegnate sul pezzo, così come il ministero dell'Ambiente". Lo afferma il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, commentando, in un intervista a Nove in Punto su Radio 24, la sentenza della Corte Costituzionale che ha dato il via libera al decreto Salva Ilva. "Non credo che siano più ammissibili - afferma Clini - quei tentativi di balletto di responsabilità e di competenze che è un classico della nostra esperienza amministrativa. La strada è segnata. La Consulta ha detto che lo è dal punto di vista costituzionale, io posso aggiungere che lo è dal punto di vista ambientale e industriale".

Per Clini dopo la sentenza non è comunque il caso di parlare di soddisfazione. "Abbiamo un impegno, lo abbiamo preso con una legge, lo avevamo con l'Aia - rileva -. Avevo detto, quando si erano aperte le contestazioni al decreto da parte della magistratura di Taranto, che c'era il rischio che si fermasse il risanamento, anche perché c'era la possibilità che l'impresa rinunciasse dopo che aveva accettato tutte le condizioni dell'Aia, ora - conclude Clini - dobbiamo recuperare il tempo che avrebbe potuto essere utilmente speso per avviare il programma di risanamento che comunque è partito".


ISTANZA ALLA PROCURA PER IL DISSEQUESTRO DEI PRODOTTI FINITI
I legali dell'Ilva hanno depositato poco fa alla cancelleria della procura di Taranto un'istanza per la restituzione dei prodotti finiti e semilavorati sequestrati il 26 novembre scorso sollecitando l'immediata applicazione della legge 231, dopo la decisione di ieri della Consulta.


GARANTE E ISPRA, L'AZIENDA NON RISPETTA AIA
Mancata copertura dei nastri trasportatori, area di carico-scarico dei materiali, i parchi di deposito dei materiali, contenimento delle emissioni in vari reparti dello stabilimento: sono le criticità riscontrate dal gruppo di lavoro dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nei controlli all'Ilva di Taranto sul rispetto delle prescrizioni Aia eseguiti dal 5 al 7 marzo scorso e fatte proprie dal Garante per l'attuazione dell'Aia, Vitaliano Esposito, in una lettera inviata il 26 marzo scorso alla presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministri dell'Ambiente e della Salute e al Prefetto di Taranto, Claudio Sammartino. Il Garante fa propria anche la richiesta dei tecnici Ispra di "procedere a diffida nei confronti del gestore (Ilva, ndr) ad operare". Eventuali sanzioni,così come indicato nell'Aia, vanno adottate dal prefetto.

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