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Rio +20: Clini, occasione per imprese italiane

Forum societa' civile in vista Conferenza Onu a giugno

10 gennaio, 19:25
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La conferenza mondiale Onu di Rio de Janeiro (Rio +20) il prossimo giugno "non è una passerella ma un investimento per le imprese italiane". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, al 'Forum della societa' civile-L'Italia verso Rio +20', organizzato dal ministero per fare il punto sulla strategia nazionale in vista dell'appuntamento brasiliano.

Il ministro ha quindi rivolto un "invito" esplicito alle aziende italiane perché "portino a Rio il meglio delle loro attività e investano per assicurare una loro presenza" anche in virtù delle leggi brasiliane che "prevedono la detassazione totale delle azioni per la salvaguardia dell'ambiente". "La conferenza di Rio è un test importante e l'Unione europea - ha detto il ministro - deve riuscire a mettere in atto partenariati con le economie emergenti.

L'Italia deve giocare un ruolo importante. La nostra - ha proseguito - deve essere una strategia aggressiva, che metta il nostro Paese nel gruppo di testa dei Paesi dell'Unione europea che si muovono per lo sviluppo sostenibile e a Rio abbiamo intenzione di portare le nostre eccellenze e le nostre esperienze, che possiamo mettere a disposizione a livello globale". Entro aprile il ministro ha annunciato l'intenzione di pianificare l'agenda italiana per Rio +20. In primo piano i casi nazionali sull'energia solare, la filiera della chimica verde, le tecnologie sulla geotermia, le competenze importanti su riciclo e recupero delle acque. "Credo sia il momento per l'Italia di valorizzare - ha concluso Clini - le proprie risorse in funzione dell'innovazione". Rispetto a 20 anni fa, quando nel '92 Rio de Janeiro ospitò la prima conferenza su Ambiente e Sviluppo, "siamo - ha proseguito il ministro Clini - a un punto cruciale. Oggi siamo di fronte a una situazione di criticità sulla quale la comunità internazionale deve prendere una decisione. Da Rio +20 non ci aspettiamo un trattato ma la definizione di un quadro di riferimento per un lavoro globale. E in questo quadro il ruolo dell'Unione Europea è cruciale perché possiamo confrontare in questo contesto globale gli impegni assunti per il 2020". Lo scenario ora, non è più, come nel '92, quello del confronto nord-sud del mondo, ma la partita in gioco, ha spiegato il ministro dell'Ambiente, è quella di definire "regole comuni per le economie emergenti e le economie sviluppate ma che oggi sono in difficoltà". Il tutto per una crescita sostenibile nella quale le nuove economie possano continuare a svilupparsi senza compromettere la sicurezza ambientale del pianeta. In tal senso, Clini ha sottolineato che la crescita del Brasile è intorno al 5-7%, della Cina tra l'8 e il 10% e dell'India di circa il 7% con investimenti in nuove tecnologie che in Cina, per esempio, sono stati tre volte superiori, nel settore energetico, a quelli degli Stati Uniti lo scorso anno.

ITALIA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE - Con il ministro dello Sviluppo e Infrastrutture, Corrado Passera, ''stiamo lavorando per una serie di misure in funzione dello sviluppo sostenibile'', ha detto il ministro Clini. Tra queste la chiusura del pacchetto sugli incentivi sulle fonti rinnovabili; l'obiettivo e l'impegno per il piano nazionale per l'efficienza energetica; il completamento entro la meta' del 2012 del piani per la lotta ai cambiamenti climatici; il piano nazionale per la qualita' dell'aria che si incrocia con misure infrastrutturali che riguardano soprattutto i trasporti; entro gennaio al Cipe il piano di riduzione della Co2.

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